Note operative Tecnica

Palo caduto: chi deve provare che la manutenzione c’era stata?

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Fila di pali di legno di uno steccato, alcuni inclinati e affondati nel terreno erboso, fotografia in bianco e nero
Affondamento e inclinazione sono due voci d’ispezione: si vedono solo se qualcuno le sta cercando.

Se un palo della vostra linea aerea cade su una strada, non tocca a chi ha subìto il danno provare che era marcio: tocca a voi provare che non lo era. E il palo, a quel punto, non c’è più — rimosso la notte stessa per riaprire la carreggiata. Resta quello che qualcuno ha scritto anni prima: una data, una voce, un numero con la sua unità. Se in capitolato quella riga non c’è, quel foglio non esiste.

La prova che il codice civile chiede a voi

L’articolo 2053 del codice civile, rubricato Rovina di edificio, è lungo una riga: «Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione». Testo in vigore dal 19 aprile 1942. Il peso sta in quel «salvo che provi»: la prova non la deve il danneggiato, la dovete voi.

Accanto c’è l’articolo 2051: «Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito». In una rete affidata in manutenzione a terzi, proprietario e custode non coincidono: un capitolato che non dice chi ispeziona, ogni quanto e con quale metro, li lascia scoperti entrambi.

Che cosa si guarda, materiale per materiale

L’elenco delle voci esiste, ed è pubblico: la Raccomandazione ITU-T L.341, Maintenance of telecommunication poles and overhead facilities, edizione 2.0 approvata il 14 maggio 2025 dallo Study Group 15, in vigore, PDF scaricabile senza costi. Il Summary dichiara che cosa è cambiato: «Previous editions dealt with inspection methods for wooden poles» — le edizioni precedenti trattavano i metodi di ispezione dei pali di legno; questa copre anche calcestruzzo, acciaio e vetroresina.

Attenzione a come la si cita: la scheda ITU elenca oggi due componenti in vigore con lo stesso numero, la 05/25 e la vecchia L.341 (07/10), che ha un altro titolo — Management of poles carrying overhead telecommunication lines, ex L.88, rinumerata nel 2016. Scrivere conforme a ITU-T L.341 senza l’edizione rimanda a due testi diversi.

La Tabella 1 chiede per ogni palo deflessione, danno superficiale, affondamento e inclinazione. Poi cambia con il materiale: le fessure valgono per calcestruzzo, legno e vetroresina, non per l’acciaio, che al loro posto ha ruggine e spessore; l’inflessione è del solo calcestruzzo; sulla vetroresina il danno superficiale comprende la vernice che si stacca. Ma la parte che produce una prova sono le due note sotto la tabella. Nota 1: «Deflection at a given height (e.g., 5 m) above ground level is measured with an accuracy of 1 cm» — la deflessione a una quota data, per esempio 5 m da terra, si misura con accuratezza di 1 cm. Nota 2, per fessure e spessori: «Measured with an accuracy of 0.1 mm at the bottom (close to the ground) and the middle of each pole» — misurati con accuratezza di 0,1 mm alla base, vicino al terreno, e a metà di ogni palo. Non si controlla il palo: due punti fissi, due accuratezze. Le frequenze stanno invece nella L.330.

Non solo il palo: quello che ci sta appeso

La Tabella 2 fa lo stesso con le opere aeree, e a quel punto è già un capitolato. Tirante: diametro, ruggine, protezione, allentamento eccessivo, sollevamento del terreno lato ancoraggio. Fune portante: franco a terra e distanza di rispetto insufficienti, ruggine, contatto con altri oggetti. Cavo aereo e di adduzione: fessure, curvatura eccessiva, torsione. Muffole aeree e minuteria: allentamento, ruggine, fessure.

Il franco torna anche in ispezione di dettaglio perché cambia da solo: la freccia si allunga quando si aggiunge un carico o passa un inverno pesante, e nessuno se ne accorge finché non passa qualcosa di alto. Gli strumenti sono elencati, e sono abbastanza banali perché nessuno pensi a scriverli: «Rod length of 6 m or more can be adopted» — si può adottare un’asta di misura di 6 m o più — e «The use of binoculars is preferred» — è preferibile l’uso del binocolo.

La soglia che separa la riparazione dal rifacimento

La clausola 6.4 dice quando si ripara e quando si rifà. Calcestruzzo con fessure lievi o moderate: piastra metallica serrata attorno al palo, oppure iniezione di resina epossidica in pressione, che ha una soglia d’ingresso — «First, check that the crack width is 0.2 mm or more» — per prima cosa, verificare che la larghezza della fessura sia di 0,2 mm o più. Acciaio: inibitore di ruggine solo se la corrosione è lieve e non ci sono fori, e la ruggine «should be scraped off and checked for holes» — va raschiata via e si deve verificare la presenza di fori. Vetroresina: riempitivo e strati sovrapposti, ricostruzione se la fessura mette in dubbio la resistenza.

Il legno, il martello e il buco da richiudere

L’Annesso A, parte integrante della raccomandazione, descrive l’ispezione del palo di legno come un lavoro manuale. Il martello per primo: la percussione distingue il legno sano da quello cavo per suono e rimbalzo, dalla base fino all’altezza del braccio. Dove il suono cambia entra la punta sonda, che estrae un campione radiale; profondità e spessore del legno sano si leggono con due calibri graduati. E poi la riga che separa un’ispezione utile da un danno: «the holes made with the drill must be sealed with wooden pegs of creosoted wood» — i fori fatti con la punta devono essere richiusi con tasselli di legno creosotato.

Se il dubbio resta si scalza il palo, scavando «a hole with enough depth about 50 cm» — una buca di profondità sufficiente, circa 50 cm — per ispezionare, riproteggere, ricompattare. L’Appendice I, esperienza spagnola, dice perché proprio lì: l’azione preservante del creosoto scende sotto la soglia dopo circa dieci anni di servizio, e l’attacco fungino si concentra da 40 cm sotto la linea di terra a 50 cm sopra.

La fondazione si misura senza riaprire lo scavo

L’Annesso B interessa chi accetta un’opera. Un accelerometro al fianco del palo, un colpo orizzontale, la trasformata di Fourier della vibrazione libera: il primo picco di risonanza sale se la fondazione è solida, scende se è debole. L’Appendice II riporta misure coreane su pali in calcestruzzo centrifugato da 7 m con incastro di 1,2 m: sabbia sciolta 1,5 kHz, mediamente compattata 2,0 kHz, densa 4,0 kHz, pietrisco 4,0 kHz, calcestruzzo 4,0 kHz. Un rinterro compattato male e uno fatto bene si distinguono anni dopo, senza rompere nulla: una verifica che si può pretendere in accettazione, se qualcuno l’ha scritta prima.

Quello che non sappiamo

La L.341 è una raccomandazione internazionale: la conformità è dichiarata volontaria, e non abbiamo trovato una regola tecnica italiana che fissi intervalli di ispezione per i pali di telecomunicazione. Non sappiamo se un palo sia, per un giudice, l’«altra costruzione» dell’articolo 2053: riportiamo il testo della norma, non una pronuncia. E i valori coreani vengono da un esperimento su un tipo di palo preciso: la raccomandazione avverte che servono prima valori di riferimento propri.

I due assi, applicati

Primo asse: le voci delle Tabelle 1 e 2, le accuratezze di 1 cm e 0,1 mm, i due punti di misura e la soglia di 0,2 mm diventano righe del capitolato di manutenzione e verifiche in accettazione, con collaudo e documentazione consegnati insieme al lavoro — sulla palificata nuova come su quella che ospita il cavo di un altro gestore.

Secondo asse: gli esiti — palo, data, voce, misura, contromisura — non restano su schede sparse. Con CSIDIA, l’altra società del gruppo, diventano una mappa unica della rete su cui un’AI fa la diagnosi e la squadra chiude il guasto: ripetuta sullo stesso punto, la fessura che cresce si distingue da quella ferma e l’ordine degli interventi si calcola invece di discuterlo. Nel perimetro del cliente, on-premise o cloud dedicato con data center in Italia, con squadre nostre e senza subappalto.

Per quanti dei vostri pali esiste oggi una misura, con una data e un’unità? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e l’elenco delle voci da mettere in capitolato resta vostro comunque decidiate di procedere.

Fonti