Franco e freccia di una linea aerea in fibra: chi li ricalcola quando cambia il carico?
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Un secondo operatore chiede di appendere il proprio cavo sugli stessi pali di una linea aerea già in esercizio. Il gestore della palificata dice di sì — il peso aggiunto sembra trascurabile — ma nessuno ricalcola la freccia della campata più bassa. Passano due inverni, un carico di ghiaccio più pesante del solito, e la macchina agricola che ogni estate passa sotto quel tratto di strada vicinale trova, per la prima volta, il cavo più basso di quanto ricordasse. Chi ha detto sì al secondo operatore sapeva quanto franco sarebbe rimasto? E chi lo sa oggi, per quella campata precisa?
Una raccomandazione per il filo, non per il cavo
Il riferimento tecnico è la ITU-T L.261, Design of suspension wires, telecommunication poles and guy-lines for optical access networks — dal 15 febbraio 2016 la sigla della vecchia ITU-T L.89, approvata il 13 febbraio 2012 dallo Study Group 15; è la stessa raccomandazione che consultiamo quando progettiamo una tratta aerea. La scheda ITU annota, testuale: «Former ITU-T L.89 renumbered as ITU-T L.261 on 2016-02-15 without further modification and without being republished» — stesso testo, sigla nuova, un’unica edizione, in vigore.
Lo scopo è più stretto di quanto il titolo lasci intendere: riguarda le infrastrutture — fune di sospensione, il messenger, palo, tirante — che sostengono un cavo non autoportante, fissato con la tecnica della fascettatura a spirale, il lashing. Il cavo ADSS, autoportante e già affrontato altrove, resta fuori dallo scopo dichiarato: la scheda lo nota, «while not specifically addressed by this Recommendation, have the same issues applicable to their installation» — gli stessi problemi, un’altra raccomandazione.
Tre carichi da sommare, non da stimare
La clausola 7.5 elenca i carichi che l’infrastruttura aerea deve reggere insieme: il vento, la tensione della fune, il carico verticale. Il carico del vento dipende dalla densità dell’aria, da un coefficiente di resistenza ricavato in galleria del vento, dalla velocità del vento e dall’area esposta di cavo e fune — e la norma avverte che «ice accretion to the cable and suspension wire may increase in their profile area»: il ghiaccio non è un carico a parte, è un moltiplicatore della superficie che il vento colpisce.
La tensione della fune lega la freccia, il sag, alla lunghezza della campata: una freccia minore tiene il cavo più alto da terra, ma «this increases suspension wire tension […] and so an aerial infrastructure with greater mechanical strength is required» — un compromesso tecnico, non un valore da abbassare a piacere in progetto. Ed è una tensione permanente, non il picco che si misura durante il tiro in cavidotto: qui il carico resta, giorno e notte, per tutta la vita della campata. Il carico verticale sul palo somma il peso del palo, «weight of snow and ice adhering to telecommunication pole», la componente verticale dei tiranti, e — voce che pochi capitolati includono — il «weight of workers and tools»: un tecnico in salita con l’attrezzatura è, per la norma, un carico di progetto.
La freccia cambia da sola, il franco no
La freccia non è un numero fisso: raggiunge il massimo «at the maximum temperature or under the maximum weather loading», mentre la tensione della fune raggiunge il proprio massimo all’opposto, «at its minimum temperature because metal contracts as the temperature falls». Condizioni stagionali opposte, e il progetto deve reggere entrambe: un franco calcolato solo sul giorno della posa — spesso mite, spesso senza vento — non è il franco minimo che quella campata avrà mai. Per il ghiaccio la raccomandazione non fissa una soglia unica: «Ice loading guidelines are generally established by local, regional, or national authorities» — la classe da usare in un dato sito è un dato locale da recuperare, non un valore universale della norma.
Pali, tiranti e la corrosione che nessuno ispeziona da terra
La classificazione dei pali — intermedio, d’angolo, terminale — decide dove servono i tiranti e quanti. Per il palo intermedio, quando il vento è nella classe più alta, la norma è precisa: «It is recommended that two side guy-lines be installed every two poles as long as the site condition permits it when the wind load is classified at the highest level». L’angolo fra palo e tirante superiore deve essere «more than 25 degrees», e l’ancoraggio si sceglie fra tre tipi — piton, a blocco, a tassello — con il primo preferito ovunque il terreno lo permetta: «a spiky steel piton driven into the ground, is used in most cases except when the installation is on rock or when the driving action might damage existing underground installations». Gli stessi tiranti, in acciaio zincato o alluminato, corrono un rischio di corrosione che la norma localizza in tre ambienti — vicino alla costa, per la salsedine; aree industriali e minerarie, per l’anidride solforosa; sorgenti termali e zone vulcaniche, per l’idrogeno solforato — un promemoria per il registro ispezioni, non un sostituto: anche qui, come per le riaperture di una muffola, quasi nessuno tiene un contatore.
Dove sta scritto quanto franco avete oggi
Il calcolo di dimensionamento fissa una freccia e un franco di progetto, ma sulle ipotesi di carico — vento, ghiaccio, numero di cavi — vigenti quel giorno. Il verbale di collaudo, quando esiste, può riportare il franco misurato dopo la posa; più spesso lo dichiara conforme senza il numero. Il catasto dei pali, tenuto dal proprietario della palificata più che dall’operatore della fibra, dice chi altro è appeso a quello stesso sostegno e da quando — la stessa disciplina che, per la fibra, tiene insieme un as-built leggibile. Il contratto di co-utilizzo con un secondo operatore fissa il peso aggiunto autorizzato, ma raramente rimanda al calcolo che quel peso avrebbe dovuto far rifare: lo stesso diritto di accesso alle infrastrutture fisiche esistenti che riguarda i cavidotti riguarda, negli stessi termini, anche la palificata. La scheda tecnica di fune e tiranti riporta sezione, materiale e tensione ammissibile — non lo stato di corrosione reale, che sta, se sta, in un registro a parte. Il foglio della squadra che ha eseguito la tesatura registra, quando lo fa, la tensione applicata quel giorno a quella temperatura: il dato più vicino alla realtà fisica della campata, e il più facile da perdere dopo la chiusura del cantiere.
Sei posti diversi, per gli operatori delle telecomunicazioni che gestiscono pali condivisi, e nessuno risponde da solo: quanto franco resta, in quella campata, con il carico di oggi.
Quello che non sappiamo
La conformità alla L.261 è volontaria, come per ogni raccomandazione ITU-T: vincola solo quanto un capitolato la richiama per nome. Le formule dell’Appendice I — lunghezza della fune in funzione di freccia e campata, effetti della temperatura — stanno in un’appendice che il documento stesso dichiara non vincolante: «This appendix does not form an integral part of this Recommendation». Utili per il calcolo, non un requisito. La norma rimanda, per franco e distanze, alle regulations locali senza citarle: non abbiamo verificato le soglie della normativa italiana sulle linee aeree esterne — CEI o altra — e non le affermiamo senza averle lette per intero.
Applicato a questa tratta
Primo asse: la riga di capitolato non scrive posa aerea a norma. Scrive la classe di carico vento e ghiaccio assunta per quel sito, la freccia e il franco di progetto campata per campata, e in accettazione si misura il franco reale, non ci si limita a dichiararlo conforme.
Secondo asse: calcolo di progetto, verbali, registro pali, contratti di co-utilizzo e ispezioni sui tiranti entrano, con CSIDIA, l’altra società del gruppo, nella mappa unica della rete. La diagnosi che conta è il confronto fra il franco misurato oggi in una campata e quello registrato ieri sullo stesso identificativo: un’AI segnala quando un nuovo cavo, un carico di ghiaccio fuori norma o un tirante corroso hanno eroso il margine, e la squadra interviene prima che lo scopra chi ci passa sotto. Nel perimetro del cliente: on-premise, su macchine autonome senza integrazione profonda, oppure cloud dedicato con data center in Italia, sempre con gestione condivisa.
Sapete dire, campata per campata, quale classe di carico è stata usata in progetto e quanto franco resta oggi nel punto più basso? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e ne esce l’elenco delle vostre campate con, per ciascuna, l’esito di questa domanda — comprese le caselle che restano vuote. Resta a voi anche se non proseguiamo insieme.