Servizi · Supporto su capitolati e conformità normativa

«A norma» non è un requisito.

Classi di reazione al fuoco scritte per intero, sottocategoria della fibra, perdite ammesse e soglie di collaudo: requisiti che un fornitore non può interpretare, e offerte lette prima di aggiudicare.

Fasci di cavi di rete raggruppati ed etichettati in un armadio di permuta

La riga costa una parola. L’errore costa una ristrutturazione.

«Cavo non propagante l’incendio, a norma» è ancora la riga più frequente nei capitolati di posa in edificio. Dal 1º luglio 2017 non identifica più nulla: il Regolamento (UE) 305/2011 e la norma armonizzata EN 50575 impongono marcatura CE e Dichiarazione di Prestazione, con sette classi di reazione al fuoco e le sottoclassi di fumo, gocce e acidità. Una classe scritta bene si legge per intero — Cca-s1b,d1,a1 — e «senza alogeni» non è una classe: un cavo LSZH può essere certificato Eca-s3,d2,a3.

Lo stesso vale per il resto del capitolato. «Fibra G.657» senza sottocategoria mette sullo stesso piano una A1 e una B3, che allo stesso raggio di 10 mm dichiarano 0,75 dB e 0,03 dB di perdita per macrocurvatura a 1550 nm. «Splitter conforme alle norme vigenti» non dice se il valore ammesso è 13,3 o 17,5 dB. «Collaudo OTDR» senza impulso e senza bobine non è una prescrizione verificabile. Il risultato sono offerte non confrontabili e difformità che emergono al collaudo, quando correggerle costa molto di più.

Servizi

Come si mette un numero al posto di un aggettivo.

01

Si parte dalla destinazione d’uso.

Colonne montanti, vie di fuga, locali affollati, tratte secondarie, sale dati: la classe di reazione al fuoco si differenzia per funzione, non si applica uguale a tutta la rete. Il primo confronto — una videocall di 30 minuti con un tecnico — è gratuito.

02

Ogni requisito con la sua sigla completa.

Classe CPR per intero, sottocategoria della fibra (G.652.D, G.657 A1, A2, B2, B3), perdite degli splitter dalla clausola 6.6 di ITU-T G.671, soglie e modalità di collaudo secondo ITU-T G.650.3, posa e cablaggio secondo le serie EN 50174 ed EN 50173.

03

Si leggono le offerte ricevute.

Dove una perdita «tipica» non è un valore garantito, dove manca la Dichiarazione di Prestazione, dove le soglie pass/fail sono più larghe del requisito. Elenchiamo le difformità: la valutazione e l’aggiudicazione restano vostre.

04

La verifica torna in campo.

Al collaudo si controlla a campione che la sigla stampata sulla guaina corrisponda a capitolato e DoP, e che le misure siano state eseguite con i parametri prescritti. Ogni scostamento si concorda per iscritto.

Un esempio, passo per passo.

Caso tipo, non un cliente reale. Una stazione appaltante mette a gara il rifacimento del cablaggio di tre edifici pubblici: 9.000 metri di cavo, colonne montanti e vie di fuga comprese. Il capitolato, su sessanta pagine, dedica ai cavi una riga: «cavo non propagante l’incendio, a norma». Arrivano quattro offerte, tutte dichiarate conformi, con scarti di prezzo che sui 9.000 metri pesano quanto una voce di progetto.

  1. Si guarda cosa è stato offerto

    Le quattro Dichiarazioni di Prestazione dicono cose diverse: due cavi Cca-s1b,d1,a1, uno Dca-s2,d2,a2 e uno solo Eca-s3,d2,a3 venduto come «senza alogeni». Tutte e quattro rispettano la riga del capitolato, perché quella riga non chiedeva nulla.

  2. La classe si differenzia per funzione

    Il capitolato viene riscritto per destinazione d’uso: B2ca o Cca su colonne montanti e vie di fuga, Eca ammesso solo sulle tratte secondarie. Si aggiunge che per le classi da Aca a Cca la sorveglianza è in sistema 1+, con organismo notificato, mentre Dca ed Eca stanno in sistema 3.

  3. Le altre righe che mancavano

    Sottocategoria della fibra al posto della sola sigla, perdite ammesse per numero, e collaudo secondo ITU-T G.650.3 con impulso e bobine dichiarati. Ogni requisito diventa una misura, non un aggettivo.

  4. Le offerte tornano confrontabili

    Con i requisiti riscritti, le quattro offerte si mettono sulla stessa griglia: due restano valide, una va integrata, una è fuori requisito sulle colonne montanti. Le difformità sono elencate; a decidere e ad aggiudicare è la stazione appaltante.

  5. Il controllo si chiude in campo

    Al collaudo si verifica a campione che la sigla stampata sulla guaina corrisponda alla DoP e al capitolato: la conformità si dimostra sul cavo posato, non sull’offerta.

Sull’esempio la revisione aggiunge due pagine di requisiti scritti per numero e rende le quattro offerte confrontabili voce per voce: la stima è di 3-5 giornate di lavoro tecnico, contro il costo di sostituire il cavo di una colonna montante quando la classe sbagliata emerge al collaudo o a una verifica antincendio. Capitolato, offerte e documentazione di gara restano nel perimetro del committente — on-premise o su cloud dedicato in Italia.

Esempio illustrativo su un caso tipo: le assunzioni si ricalibrano sui vostri dati.

Cosa vi resta in mano.

  • Capitolato con requisiti espressi in valori misurabili e norme citate per numero ed edizione.
  • Classi di reazione al fuoco differenziate per destinazione d’uso e scritte per intero, con fumo, gocce e acidità.
  • Griglia di confronto delle offerte, con le dichiarazioni ambigue rimesse in chiaro voce per voce.
  • Elenco delle difformità individuate prima del collaudo, quando correggerle costa ancora poco.
  • Verifica a campione in campo fra capitolato, Dichiarazione di Prestazione e materiale effettivamente posato.

Chi ha questo problema.

  • Stazioni appaltanti ed enti che mettono a gara reti, cablaggi e sale dati.
  • Uffici tecnici che devono confrontare offerte dichiarate tutte conformi.
  • System integrator che rispondono a un capitolato scritto da altri e devono sapere a cosa si stanno impegnando.
  • Chi ha ricevuto un’opera e deve verificare, prima di accettarla, che corrisponda a quanto richiesto.

Due modalità di intervento.

A progetto, dal sopralluogo alla consegna

Sopralluogo e preventivo gratuiti, esecuzione con squadre nostre e senza subappalto, collaudo e documentazione consegnati insieme al lavoro. Da Modena e dall’Emilia-Romagna, con interventi nazionali su progetto.

Reperibilità 24/7 per guasti e ripristini

Danno localizzato con OTDR prima di scavare, giunzione in campo in finestre concordate anche notturne, tratta ricertificata prima di riaprire il servizio.

In entrambi i casi misure, tracce native e as-built restano vostri: on-premise nel vostro ambiente oppure su cloud dedicato in Italia, in data center presidiati.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso.

  • Che classe CPR devo scrivere in capitolato per le colonne montanti di un edificio pubblico?

    La classe si scrive per intero, con fumo, gocce e acidità: per esempio Cca-s1b,d1,a1. Su colonne montanti, locali affollati e vie di fuga si usano di norma B2ca o Cca, mentre Eca resta ammissibile solo sulle tratte secondarie, verificando le regole tecniche di prevenzione incendi applicabili all’edificio. Le classi da Aca a Cca stanno in sistema di verifica 1+, con organismo notificato; Dca ed Eca in sistema 3.

  • Basta scrivere «fibra G.657» o devo indicare la sottocategoria?

    La sottocategoria va indicata. Allo stesso raggio di 10 mm una G.657.A1 dichiara fino a 0,75 dB di perdita per macrocurvatura a 1550 nm, una A2 fino a 0,1 dB e una B3 fino a 0,03 dB. Nei rack, nelle permute dense e negli ultimi metri in edificio si richiede B3 o almeno A2; sulle dorsali, dove il raggio non è un problema, G.652.D o G.657.A1 restano la scelta più economica.

  • Come rendo confrontabili offerte che dichiarano perdite «tipiche» senza valori garantiti?

    Si sostituisce l’aggettivo con il numero: perdita massima per giunto e per coppia di connettori, soglie degli splitter dalla clausola 6.6 di ITU-T G.671, classe CPR completa, sottocategoria della fibra. Poi le offerte si mettono sulla stessa griglia voce per voce e le difformità si elencano per iscritto. La valutazione e l’aggiudicazione restano al committente.

  • Quali norme devo citare per il collaudo in un bando pubblico, e con quali soglie?

    Il collaudo dei collegamenti installati si cita secondo ITU-T G.650.3, con misura bidirezionale a due lunghezze d’onda e bobine di lancio e di coda dichiarate in lunghezza; posa e cablaggio seguono le serie EN 50174 ed EN 50173. La soglia pass/fail va scritta insieme all’ampiezza di impulso con cui si misura: un giunto a 0,1 dB con 1 µs e lo stesso giunto con 30 ns non sono la stessa affermazione.

  • L’offerta che abbiamo ricevuto è davvero conforme al capitolato? Chi la verifica per conto nostro?

    Leggiamo le offerte ricevute e segnaliamo dove manca la Dichiarazione di Prestazione, dove una perdita «tipica» non è un valore garantito, dove le soglie pass/fail sono più larghe del requisito. Le difformità vengono elencate voce per voce. La decisione e l’aggiudicazione restano vostre.

Altri servizi

Il primo passo

Un sopralluogo. Poi i numeri.

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