Servizi · Documentazione as-built, etichettatura e catasto

La rete come è stata posata davvero.

Percorsi, giunti, telai e porte riportati su uno schema che regge nel tempo, con etichettatura univoca e corrispondenza puntuale con le tracce di collaudo. Anche su reti esistenti, in recupero.

Bretelle in fibra ottica con etichette su un pannello di permutazione

Il progetto dice cosa si voleva posare. L’as-built dice cosa c’è.

In cantiere le due cose quasi mai coincidono: una deviazione per un sottoservizio imprevisto, un giunto spostato di venti metri, un armadio ricablato all’ultimo momento. La ISO/IEC 14763-2 tratta la documentazione come parte della consegna, non come un allegato facoltativo. Senza la corrispondenza puntuale fra schema e tracce di collaudo, un report di certificazione resta un PDF isolato: dice che la tratta funzionava il giorno della misura, non dice più nulla cinque anni dopo.

Il conto si paga alla prima emergenza. Il tecnico arriva sul guasto, il pozzetto è aperto, il cavo è nero come tutti gli altri e nessuno sa quale giunto abbia ceduto: un intervento che doveva costare un’ora ne costa una giornata. Si paga anche in una cessione, in una due diligence o nel subentro di un appaltatore dopo una gara: una rete documentata si trasferisce in pochi giorni di affiancamento, una rete senza documentazione si ricostruisce sul campo, guasto dopo guasto.

Servizi

Come si riporta una rete su una mappa leggibile.

01

Rilievo di quello che c’è.

Percorsi, pozzetti, muffole, telai, porte di permuta: si parte dal campo e da quel che resta della documentazione esistente, non da zero e non dal progetto originale. Il sopralluogo è gratuito, anche solo per capire cosa manca.

02

Le misure fanno da riscontro.

Ogni tratta si misura in OTDR: la traccia dà lunghezza e posizione dei giunti, e conferma o smentisce il disegno. Dove disegno e traccia divergono, vince la traccia.

03

Un codice, non un’etichetta scritta a mano.

Identificazione univoca di giunti, bobine e porte, secondo il principio di standard come il TIA-606-C, così che chi interviene fra tre anni — e non sarà chi ha posato — possa orientarsi senza rifare il rilievo.

04

Catasto e obblighi.

Verifichiamo se l’infrastruttura rientra fra quelle soggette a comunicazione al SINFI (D.Lgs. 33/2016). Dove l’obbligo non c’è, resta un catasto interno georeferenziato collegato all’as-built.

05

Aggiornamento come procedura.

La documentazione si aggiorna a ogni modifica, non solo alla consegna: un as-built vecchio di cinque anni è spesso peggio di nessun as-built. Vive on-premise nel vostro ambiente oppure su cloud dedicato in Italia.

Un esempio, passo per passo.

Caso tipo, non un cliente reale. Un campus sanitario con undici edifici collegati in fibra, cresciuto in vent’anni: tre imprese diverse, due ampliamenti, un armadio di permuta con 420 porte e nessun disegno aggiornato dal 2016. L’ultimo guasto su una dorsale è costato una giornata piena, quasi tutta spesa a capire quale cavo, in quale pozzetto.

  1. Si parte dal campo

    La squadra rileva percorsi, pozzetti, muffole e telai edificio per edificio, recuperando quel che resta dei disegni. Nessuna fotografia del sito esce dal perimetro del cliente: il rilievo resta nel suo ambiente.

  2. La traccia corregge il disegno

    Ogni dorsale si misura in OTDR: la traccia dà lunghezza reale e posizione dei giunti. Nell’esempio due dorsali risultano più lunghe di quanto disegnato e un giunto si trova quaranta metri prima del punto segnato.

  3. Un codice per ogni oggetto

    Giunti, bobine e le 420 porte ricevono un’etichetta univoca legata alla posizione nello schema, secondo il principio del TIA-606-C. L’ufficio tecnico approva la nomenclatura prima che si stampi una sola etichetta.

  4. La mappa e gli obblighi

    Si verifica se l’infrastruttura rientra fra quelle soggette a comunicazione al SINFI e, per il resto, si costruisce un catasto interno georeferenziato collegato all’as-built e alle tracce di collaudo.

  5. Chi aggiorna, e quando

    Resta una procedura scritta: ogni modifica di rete aggiorna as-built, etichette e catasto, con un responsabile indicato. Senza questo passo la mappa torna vecchia in due ampliamenti.

Sull’esempio le undici dorsali e le 420 porte tornano su uno schema leggibile in circa 12-15 giornate-uomo fra rilievo, misura ed etichettatura; la stima è che un guasto localizzato sulla mappa passi da una giornata a poche ore, perché il tecnico sa quale giunto aprire prima di aprirlo. Rilievo, misure, mappa e as-built restano nel perimetro del cliente — on-premise o su cloud dedicato in Italia — e nessuna immagine del sito viene diffusa.

Esempio illustrativo su un caso tipo: le assunzioni si ricalibrano sui vostri dati.

Cosa vi resta in mano.

  • As-built con percorsi reali, posizione fisica di ogni giunto e lunghezze effettive, non il progetto esecutivo ridisegnato.
  • Etichettatura univoca su giunti, bobine e porte di permuta, coerente con lo schema e leggibile da chiunque.
  • Corrispondenza puntuale fra ogni tratta dell’as-built e le tracce native di collaudo.
  • Catasto interno georeferenziato, con la verifica documentata degli obblighi di comunicazione al SINFI.
  • Una procedura di aggiornamento scritta, perché la mappa resti vera anche dopo il prossimo ampliamento.

Chi ha questo problema.

  • Campus, ospedali e siti industriali con reti cresciute per ampliamenti successivi e imprese diverse.
  • Enti e operatori che devono verificare gli obblighi di comunicazione al catasto delle infrastrutture.
  • Chi subentra a un appaltatore, o acquisisce una rete, e deve sapere cosa sta ereditando.
  • Chi deve autorizzare uno scavo e non sa con precisione dove passa il cavo.

Due modalità di intervento.

A progetto, dal sopralluogo alla consegna

Sopralluogo e preventivo gratuiti, esecuzione con squadre nostre e senza subappalto, collaudo e documentazione consegnati insieme al lavoro. Da Modena e dall’Emilia-Romagna, con interventi nazionali su progetto.

Reperibilità 24/7 per guasti e ripristini

Danno localizzato con OTDR prima di scavare, giunzione in campo in finestre concordate anche notturne, tratta ricertificata prima di riaprire il servizio.

In entrambi i casi misure, tracce native e as-built restano vostri: on-premise nel vostro ambiente oppure su cloud dedicato in Italia, in data center presidiati.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso.

  • La nostra rete non ha un as-built aggiornato: si può ricostruire senza rifare il rilievo da zero?

    Sì: si parte dal campo e da quel che resta della documentazione esistente, non dal progetto originale. Ogni tratta si misura in OTDR, e la traccia dà lunghezza reale e posizione dei giunti: dove disegno e traccia divergono, vince la traccia. Ne esce uno schema coerente con le misure, non un esecutivo ridisegnato.

  • Come si etichetta un pannello di permuta perché sia leggibile fra dieci anni?

    Serve un codice univoco che leghi ogni giunto, bobina e porta alla sua posizione nello schema, secondo il principio di standard di identificazione come il TIA-606-C. La nomenclatura si approva prima di stampare la prima etichetta. Chi interviene fra tre anni non sarà chi ha posato: l’etichetta è ciò che gli evita di rifare il rilievo.

  • La nostra infrastruttura rientra negli obblighi di comunicazione al SINFI?

    Il SINFI è istituito dal D.Lgs. 33/2016 e riguarda soprattutto operatori ed enti gestori di sottoservizi, non ogni rete aziendale privata. La verifica si fa caso per caso e resta documentata. Dove l’obbligo non c’è, la stessa logica vale in scala minore: un catasto interno georeferenziato collegato all’as-built.

  • Che documentazione devo pretendere alla consegna di una rete in fibra, oltre ai report di collaudo?

    L’as-built con percorso reale, posizione fisica di ogni giunto e lunghezze effettive, l’etichettatura univoca e la corrispondenza puntuale fra ogni tratta e le tracce native di misura. La ISO/IEC 14763-2 tratta la documentazione come parte della consegna, non come allegato facoltativo. Senza quella corrispondenza il report di certificazione resta un PDF isolato.

  • Come faccio a sapere dove passa davvero il cavo prima di autorizzare uno scavo?

    Serve un catasto georeferenziato collegato all’as-built e alle tracce di collaudo, aggiornato a ogni modifica di rete. Rilievo in campo e misura OTDR insieme danno percorso, lunghezze reali e posizione dei giunti. Un as-built vecchio di cinque anni è spesso peggio di nessun as-built.

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