Cavo ADSS su palo elettrico: quale norma va scritta in capitolato?
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Un capitolato per una tratta aerea scrive «cavo ADSS conforme a ITU-T L.102». La sigla è giusta, la raccomandazione pure — ma se quella tratta corre appesa a una linea elettrica di media o bassa tensione, la norma citata esclude il caso, esplicitamente, nel proprio scopo. ADSS, All-Dielectric Self-Supporting, non rimanda a una norma sola: rimanda a due famiglie diverse, e la scelta fra le due si fa prima di scrivere il resto del capitolato, non dopo.
Due famiglie, non una.
La Raccomandazione ITU-T L.102, Optical fibre cables for aerial application, edizione 4.0 approvata il 29 novembre 2025 (era la vecchia L.26, in vigore dal 1996, rinominata L.102/L.26 nel 2015), fissa il campo di applicazione già al primo punto dello scopo: cavi per installazioni aeree «which are not used along electrical power lines». E aggiunge, testuale: «Recommendations for the aerial cables used along electrical power lines are currently under study». Per l’aereo lungo linea elettrica non esiste, oggi, una raccomandazione ITU-T dedicata: quella parte la coprono l’IEC e, negli Stati Uniti, l’IEEE.
Le due famiglie, con le rispettive norme di prodotto:
- Non lungo linea elettrica — palo telecom, traliccio proprio, facciata non elettrificata: IEC 60794-3-11:2010 per la posa in cavidotto, interrata e aerea lashed; IEC 60794-3-20:2016, specifica di famiglia per i cavi autoportanti aerei di telecomunicazione. Sono queste le due norme richiamate esplicitamente dalla L.102.
- Lungo linea elettrica — palo o traliccio MT/BT/AT di un gestore della distribuzione: IEC 60794-4:2018, sezionale generale per i cavi ottici aerei lungo linee elettriche, con requisiti ottici, meccanici, ambientali ed elettrici; IEC 60794-4-20:2018, specifica di famiglia dedicata proprio all’ADSS in questo contesto. Negli USA lo stesso perimetro è coperto dalla IEEE 1222:2019.
Il motivo per cui l’elettrico ha una famiglia propria non è redazionale. Il cavo resta per anni a poca distanza da un conduttore in tensione: la sezionale 60794-4 aggiunge requisiti elettrici che la 3-20, pensata per pali senza rischio elettrico, non deve prevedere. Chi scrive il capitolato per una tratta aerea risponde prima a una domanda sola — il percorso corre su palificata elettrica o no? — e solo dopo sceglie la norma da citare, non il contrario.
Il caso reale: il catalogo di un gestore elettrico.
Quando la tratta corre su palificata elettrica, la IEC 60794-4-20 non basta da sola: definisce una famiglia di prodotto, non un catalogo acquistabile. Il proprietario dei pali — in Italia, per la parte più estesa della rete di distribuzione, e-distribuzione — pubblica una propria specifica tecnica con i tipi di cavo che accetta sulla propria infrastruttura. Il documento è GSCF015 Rev.2, aprile 2019, «Cavo ottico dielettrico autoportante (ADSS) light per posa su palificata BT e MT»: pubblico, scaricabile, campo di applicazione dichiarato al territorio italiano (ammessa anche la posa in facciata).
Definisce nove tipi di cavo — uno, il GSCF015/4 (ADSSL6_BT), compare barrato nella tabella: la revisione 2 non lo include più tra i tipi correnti, prova diretta che vale sempre verificare, leggendo un vecchio capitolato, se la sigla citata sia ancora quella in vigore. Gli altri vanno da 24 a 396 fibre, alcuni ammessi solo in bassa tensione, altri anche in media. Elemento centrale non metallico in vetroresina, guaina esterna in polietilene grigio RAL 7001 resistente ai raggi UV secondo CEI EN 50290-2-24, fibra monomodale ITU-T G.657/A1 — la stessa categoria discussa qui per il raggio di curvatura, senza bisogno di ripeterne i valori.
Un livello da tenere distinto: GSCF015 è la specifica privata di un singolo gestore, non una norma nazionale. Se la tratta userà pali di un altro gestore della distribuzione, tralicci non elettrici o pali di illuminazione pubblica, questo catalogo non si applica: verificate la specifica tecnica del proprietario dell’infrastruttura che userete davvero, che può avere tipi di cavo e valori diversi.
Tensione di posa e tensione in esercizio: due cifre, non una.
Qui si annida l’errore più facile da fare leggendo una scheda tecnica in fretta. Per i tipi «light» (ADSSL1, ADSSL2, fino a 192 fibre) GSCF015 riporta uno sforzo massimo di trazione durante la posa di 2.300 daN e uno sforzo massimo applicabile (M.A.T.) di 1.200 daN: il primo è un picco tollerato durante la manovra, il secondo il tetto che il cavo può reggere una volta installato.
Per i tipi a doppia armatura solo bassa tensione (ADSSL3_BT, ADSSL5_BT, ADSSL8_BT), la stessa sigla cambia base di riferimento: qui si legge uno sforzo massimo di trazione in esercizio (M.O.T.) di 300 daN e uno sforzo massimo applicabile (M.A.T.) di 600 daN — il M.A.T., in questa tabella, è il tetto durante la posa, non il valore residuo dopo. Stessa sigla, riferimento diverso, nello stesso documento. Prima di citare un numero in capitolato, o di confrontare le schede di due produttori, verificate a quale stato — posa o esercizio permanente — quel numero si riferisce davvero.
Un dato che il documento non dichiara, e non per dimenticanza: la campata massima in metri. Dipende dal peso del cavo, dal carico di vento e ghiaccio della zona, dai franchi elettrici richiesti dal gestore e dai valori di modulo elastico (EA ≥ 168.000 daN per i tipi light) e di dilatazione termica riportati in scheda. La campata si calcola in fase di progetto, tratta per tratta: chi la fissa a priori in capitolato non l’ha calcolata, l’ha stimata.
In collaudo: la marcatura, non solo il cavo.
GSCF015 impone una marcatura metrica indelebile ogni 1 metro, con marchio del costruttore, numero di fibre, nome dell’operatore, mese e anno, numero identificativo della fibra e marcatura metrica progressiva — e deve resistere all’abrasione secondo il metodo E2B della IEC 60794-1-21:2015. È un controllo che costa un minuto e si fa a vista: dopo la posa, la marcatura deve restare leggibile. Se si è cancellata durante il tiro sui rulli, qualcos’altro nella tratta ha probabilmente sofferto più di quanto il verbale registri.
Cosa scrivere in capitolato.
- Dichiarate se il tracciato aereo corre lungo infrastruttura elettrica MT/BT o su pali non elettrici: la famiglia di norme cambia, IEC 60794-4-20 contro IEC 60794-3-20 e ITU-T L.102.
- Se elettrico, citate il tipo di cavo dal catalogo del proprietario della palificata — nome e revisione esatti, non un generico «ADSS conforme a IEC».
- Fate dichiarare separatamente tensione massima di posa e tensione massima in esercizio permanente, specificando a quale delle due si riferisce ogni cifra.
- Chiedete la campata di progetto calcolata per quella tratta specifica, non un valore di catalogo generico.
- Specificate la sottocategoria di fibra richiesta, non solo «G.657» — qui il perché conta.
- In collaudo, verificate che la marcatura metrica sia ancora leggibile dopo la posa.
Il punto.
L’aereo su palo elettrico non è una variante più economica dell’interrato: è un altro capitolo di norme, con un proprietario dell’infrastruttura che fissa le proprie regole prima ancora che intervenga la norma internazionale. Dove lo scavo chiede permessi al Comune, la palificata elettrica chiede l’accesso al gestore della rete — e il catalogo cavi che quel gestore accetta è la prima cosa da leggere, non l’ultima. È parte di come progettiamo una tratta aerea e di come scriviamo i numeri giusti in capitolato, per gli operatori delle telecomunicazioni che devono raggiungere un’area senza aprire uno scavo.
Avete una tratta che deve correre su palificata elettrica e non sapete quale famiglia di norme citare? Parlatene con un tecnico: la verifica del catalogo cavi del gestore è parte del sopralluogo, gratuito.
Fonti
- ITU-T L.102 (11/2025) — Optical fibre cables for aerial application
- IEC 60794-4-20:2018 — Family specification for ADSS optical cables along electrical power lines
- IEC 60794-3-20:2016 — Family specification for self-supporting aerial telecommunication cables
- e-distribuzione, GSCF015 Rev.2 (04/2019) — Cavo ottico dielettrico autoportante (ADSS) light per posa su palificata BT e MT