Posa in cavidotto: qual è il tiro massimo su un cavo in fibra ottica?
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Il verricello tira, il dinamometro sale, e nella camera d’ispezione a valle non arriva niente: il cavo si è fermato a due terzi della tratta, dentro una curva che sulla planimetria sembrava larga. Le strade sono due: fermarsi e ricalcolare, oppure dare ancora venti chili di tiro e scoprire il danno tre mesi dopo, in un report OTDR. Il numero che le separa sta in una raccomandazione ITU-T, ed è quasi sempre assente dai capitolati.
Il tiro massimo è una formula, non un’abitudine.
La ITU-T L.100, Optical fibre cables for duct and tunnel application, edizione 5.0 approvata il 13 gennaio 2024, è la raccomandazione dei cavi per cavidotto e galleria installati per tiro. Alla clausola 6.2.2.1 fissa il carico di trazione nominale del cavo, LS:
LS = 1,5 × W, dove W è la forza in newton esercitata dal peso di 1 km di cavo sospeso verticalmente. Se il risultato supera 2700 N, il valore da usare è 2700 N.
In cantiere: un cavo da cavidotto sui 90 kg/km — peso tipico, da verificare sulla scheda del produttore — ha W ≈ 880 N, quindi un tiro nominale di circa 1300 N, poco più di 130 kg-forza. Un cavo armato da 200 kg/km arriverebbe a 2940 N, ma il tetto lo riporta a 2700 N: circa 275 kg-forza, il massimo assoluto su un cavo terrestre in cavidotto.
La stessa clausola aggiunge il numero che quasi nessuno chiede: il carico residuo di lungo periodo LL è il 30% di LS — la forza che può restare sul cavo dopo la posa, in un tratto verticale o in una curva dove è rimasto in trazione. Sui 1300 N dell’esempio sono circa 400 N.
E pesa più del primo. Nell’Annesso A, clausola A.3.1, la L.100 non fissa nemmeno un limite di variazione dell’attenuazione a LS, perché è un evento di breve durata; a LL invece pretende attenuazione invariata, sotto carico e dopo averlo tolto. E vincola la deformazione della fibra: non oltre il 60% della deformazione di prova sotto LS, non oltre il 20% sotto LL per fibre provate all’1%. Un tiro eccessivo non «si sente» subito: diventa strain residuo.
La curva è l’altro limite, e si misura in diametri di cavo.
Alla clausola 6.2.3.1 la L.100 definisce i diametri minimi di curvatura in multipli del diametro esterno del cavo (OD): 40 × OD sotto carico, cioè durante la posa; 20 × OD o 30 × OD da installato. Su un cavo da 12 mm sono 480 mm di diametro — 240 mm di raggio — mentre si tira, e 240-360 mm di diametro a lavoro finito.
È il numero che dimensiona rulli e carrucole nelle camerette: la prova di piegatura sotto tensione (A.3.3, metodo E18A della IEC 60794-1-21) usa rulli di raggio pari alla metà di quei valori, e al termine l’attenuazione non deve essere cambiata. Il raggio della fibra dentro le cassette è un altro discorso, e dipende dalla sottocategoria scelta.
Il cavidotto va «provato» prima, non dopo.
La clausola 7.7 vale una giornata di cantiere. Prima di qualunque posa serve il proving del cavidotto: verificare che sia libero da detriti e non schiacciato. Poi contano il rapporto di riempimento — diametro interno del tubo contro diametro esterno del cavo — e i cavi già presenti. La 7.7.1 chiude: la forza di tiro non deve superare il carico nominale del cavo, e il lubrificante di posa può essere utile.
Un tubo deformato da un mezzo pesante cambia il riempimento e moltiplica l’attrito dove il tiro è già alto. La Tabella A.10 dà i carichi di prova allo schiacciamento piatto-piatto: 1,5 kN a breve termine e 0,75 kN a lungo termine per cavo non armato, 2,2 kN e 1,1 kN per cavo armato.
Soffiaggio: la stessa tratta con un ordine di grandezza in meno.
La ITU-T L.156, Air-assisted installation of optical fibre cables, approvata il 16 marzo 2018, descrive l’alternativa. L’aria ad alta velocità spinge il cavo distribuendo la forza su tutta la sua lunghezza: il carico di trazione è di un ordine di grandezza inferiore rispetto al tiro, le curve pesano meno, il cavo resta di fatto rilassato nel tubo. Attenzione però alla variante con pistone in testa (clausola 6.2.1): lì una forza di tiro c’è, e il carico nominale del cavo resta il limite invalicabile.
I numeri operativi:
- pressione del compressore tipicamente 10-12 bar, secondo la macchina (6.1.4);
- sopra i 30 °C ambiente serve un refrigeratore d’aria tra compressore e macchina di inserimento: il caldo ammorbidisce guaina e tubo, l’attrito sale, le prestazioni calano (6.1.4);
- fino a 3 km con una sola macchina, secondo percorso, cavo, tubo e macchina; per tratte più lunghe si mettono più macchine in serie (6.3.1);
- il lubrificante liquido si distribuisce spingendo una spugna con il flusso d’aria (6.3.1).
L’Appendice I, informativa, riporta l’esperienza indiana con tubi HDPE prelubrificati: raggio di curvatura del tubo almeno 10 volte il suo diametro esterno, coefficiente di attrito tipicamente inferiore a 0,1. Valori indicativi, non requisiti da capitolato.
Microtubi: il riempimento è un numero, non un’impressione.
Per microcavi e unità in fibra c’è la ITU-T L.108, edizione 2.0 approvata il 16 marzo 2018. Nella Tabella I.1 il criterio è netto: il rapporto tra la sezione del microcavo e la sezione utile interna del microtubo non dovrebbe superare il 60%; la Nota 3 ammette il 70%, avvertendo che la distanza di soffiaggio ne risente. L’Appendice I.3 indica come ragionevoli rapporti tra il 45% e il 65% e pressioni fino a 15 bar per i microcavi, 10 bar per le unità in fibra. E c’è la verifica più semplice di tutte (I.2): un oggetto largo almeno l’85% del diametro interno nominale deve attraversare il microtubo. Se non passa quello, non passa il cavo.
Cosa scrivere in capitolato.
- Carico di tiro nominale LS del cavo offerto, in newton, secondo la clausola 6.2.2.1 della ITU-T L.100, tetto a 2700 N.
- Registrazione della forza di tiro con dinamometro e limitatore tarato su LS, valore massimo a verbale.
- Raggio minimo di curvatura in posa (40 × OD di diametro) e dimensione dei rulli in cameretta.
- Prova del cavidotto obbligatoria, con esito verbalizzato: tubo libero, non schiacciato, riempimento verificato con i cavi già presenti.
- Metodo di posa dichiarato — tiro, soffiaggio con pistone, soffiaggio senza — perché i requisiti del cavo cambiano.
- Lubrificante compatibile con guaina e materiale del tubo, scheda tecnica allegata.
- Per i microtubi, riempimento massimo e verifica di passaggio all’85% del diametro interno.
Il punto.
Un cavo tirato oltre il suo limite quasi mai si rompe sul momento: risponde più tardi, con qualche decimo di dB in più che nessun collaudo riesce ad attribuire a quel giorno di cantiere. Il tiro massimo è un dato di progetto, come il budget ottico, e si calcola prima di ordinare il cavo: è parte di come progettiamo una posa e di come scriviamo i numeri in capitolato. Dove passa il tubo lo decide lo scavo; quanta forza può ricevere il cavo lo dice la sua scheda tecnica.
Avete una tratta lunga in cavidotto o un capitolato di posa da scrivere? Parlatene con un tecnico: il calcolo del tiro ammesso e la scelta tra tiro e soffiaggio fanno parte del sopralluogo, gratuito.
Fonti
- ITU-T L.100 (01/2024) — Optical fibre cables for duct and tunnel application
- ITU-T L.156 (03/2018) — Air-assisted installation of optical fibre cables
- ITU-T L.108 (03/2018) — Optical fibre cable elements for microduct blowing-installation application
- IEC — catalogo delle norme (IEC 60794-1-21 sui metodi di prova meccanici dei cavi ottici)