La EN 303 215 non fissa limiti di consumo: che cosa entra davvero nel numero dichiarato
7 min di lettura
Nel capitolato avete scritto consumo conforme ai limiti della EN 303 215. La riga è passata, il fornitore ha dichiarato il suo numero, la commissione l’ha messo in tabella. Due cose. Quei limiti nel documento non ci sono: la parola limit vi compare quattro volte, e nessuna delle quattro fissa una soglia. E il numero che vi hanno dichiarato non comprende condizionamento, alimentazione ridondante e batterie — buona parte di quello che poi vedrete in bolletta.
Quattro volte limit, e la quarta rinvia a sé stessa
Il documento è la ETSI EN 303 215 V1.5.1 (2025-06), Environmental Engineering (EE); Measurement methods and limits for power consumption in broadband telecommunication networks equipment: venticinque pagine, scaricabili senza costi dal file server ETSI.
Il conteggio sull’intero testo dà quattro occorrenze di limit o limits (limited, limitation e limiting sono altre parole). La prima è nel titolo. La seconda è in una nota alla definizione di low-power state: la soglia di traffico sotto cui l’apparato cambia stato. La terza è nella clausola 4.2: le modalità di risparmio permettono «to further limit the power consumption of the equipment» — di ridurre ulteriormente il consumo. La quarta è quella che conta, nella clausola 4.1, sotto la formula PBBport = PBBeq / Nports: «PBBport is the power consumption per port in W of the broadband network equipment for which the limits are defined in the present document» — il consumo per porta, in watt, dell’apparato per il quale i limiti sono definiti nel presente documento.
Definiti nel presente documento. L’indice dice un’altra cosa: definizioni (3), definizione del consumo (4), metodi di misura (5), quattro allegati informativi da A a D, l’allegato E con lo storico. Nessuna clausola di limiti, nessuna tabella di soglie, nessun allegato normativo. L’unica tabella con dei watt, la B.2, sta in un allegato che avverte: «NPC values are not actual requirements but informative only» — non sono requisiti effettivi, ma soltanto informativi.
Non è una potatura recente: nella V1.3.1 (2015-04) la parola compare quattro volte nelle stesse posizioni e l’impianto è identico. La distanza fra titolo e contenuto è stabile da dieci anni.
Che cosa il documento promette davvero
Lo scope non promette limiti: «The present document defines the power consumption metrics, the methodology and the test conditions to measure the power consumption of broadband fixed telecommunication networks equipment» — le metriche di consumo, la metodologia e le condizioni di prova per misurarlo. E restringe subito: «The present document does not cover all possible configuration of equipment but only homogenous configurations» — solo configurazioni omogenee. Un telaio con schede miste è già fuori metodo.
Fuori perimetro è tutto ciò che non sia DSLAM DSL, MSAN, OLT PON o OLT punto-punto: «Other access technologies may be included in further versions of the present document». Potranno. E l’apparato di casa non c’entra: «The end-user equipment is handled in other documents» — ETSI EN 301 575 per il CPE, ETSI EN 303 423 per lo standby di rete.
Che cosa entra nel numero, e che cosa no
La clausola 5.1.3 elenca che cosa è parte dell’apparato e dunque «their power consumption shall be taken into account» — il loro consumo deve essere conteggiato: la terminazione di rete con i collegamenti verso core o backhaul, la terminazione di linea, il backplane, il sistema di raffreddamento («fans drawer inside the broadband system», il cassetto ventole interno) e l’alimentatore normalmente in servizio.
La clausola 5.1.4 elenca che cosa non lo è, e di cui «their power consumption shall not be added» — il loro consumo non deve essere sommato:
- il raddrizzatore esterno AC-DC;
- l’unità di ventilazione e condizionamento della sala o dell’armadio stradale («Room or outdoor Cabinet Ventilation and Air Conditioning Unit»);
- l’unità di alimentazione ausiliaria o ridondante;
- la batteria;
- per i DSLAM, l’elaborazione esterna aggiuntiva (DSM e MIMO) se non implementata dentro la terminazione di linea.
Rileggetelo pensando alla bolletta di una centrale o di un armadio su strada: sono le voci che il numero dichiarato non contiene. Poi una riga finale, facile da perdere: le funzioni aggiuntive della scheda di linea — MELT, vectoring, accesso di prova, channel bonding — vanno disabilitate durante la misura, e se non si disabilitano il costruttore dichiara il sovraconsumo a parte, perché «Such extra budget will not be considered in PBBport».
Coerente è il punto di misura: la clausola 5.1.5 lo fissa all’interfaccia A della ETSI EN 300 132-2: l’ingresso in continua del telaio, a valle del raddrizzatore e della batteria.
In che stanza, e con quale traffico
In laboratorio, dice la 5.1.1, con i numeri: 25 °C ± 2 °C, umidità fra 30 % e 75 %, −54,5 V ± 1,5 V per gli apparati a −48 V. Il traffico lo fissa la 5.1.6: pacchetti da 64 a 1 518 byte in entrambe le direzioni, all’80 % del net activation rate per il consumo massimo e al 10 % per quello tipico — due valori, non uno. Sul PON ogni porta è chiusa su un attenuatore da 15 dB. Sulla taratura degli strumenti la 5.1.2 usa should, non shall: se la volete come obbligo, la scrivete voi.
Se il capitolato cita ancora la V1.3.1
Capita spesso, perché la ITU-T L.1310 richiama tuttora l’edizione del 2015. L’allegato E, Change history, contiene una riga sola: novembre 2024, V1.4.1, «Introduced new technologies». Lo storico in coda mostra perché: fra l’aprile 2015 e il giugno 2025 non c’è nessuna pubblicazione intermedia.
Il confronto riga per riga dice che cosa è cambiato. Lo scope passa da «GPON OLT» a «PON OLT»; entrano quattro riferimenti normativi nuovi — XGS-PON (ITU-T G.9807.1), 50G-PON (G.9804.3), 25GS-PON MSA v3.0, coesistenza (G.9805) — e la 5.3.1 guadagna le configurazioni corrispondenti, combo multi-velocità comprese; compaiono gli allegati D ed E. L’elenco delle esclusioni della 5.1.4 è identico, parola per parola, a quello del 2015. In copertina le date di recepimento: adozione il 30 aprile 2025, pubblicazione nazionale e ritiro delle norme in conflitto al 31 gennaio 2026.
Un dettaglio, se il vostro rinvio passa dalla L.1310: la clausola 9.2.2, intitolata GPON OLT network equipment, manda alla «clause 5.2 of [ETSI EN 303 215]». Ma la 5.2 della EN 303 215 è il metodo per DSLAM e MSAN. Quello per gli OLT è la 5.3.
Che cosa scrivere al posto di quella riga
Cinque voci, mezza pagina. Metodo ed edizione: EN 303 215 V1.5.1 (2025-06), clausola 5.2 per DSLAM e MSAN, clausola 5.3 per gli OLT. La soglia la mettete voi: i watt per porta massimi ammessi, perché il documento non ne ha. Due valori, non uno: all’80 % e al 10 % del net activation rate, con accanto la configurazione omogenea dichiarata. Il consumo di sito tenuto separato: raddrizzatore, condizionamento, ridondanza e batterie, che la 5.1.4 esclude e la bolletta no. Il rapporto secondo la 5.5: hardware e firmware, porte attive, strumenti e tarature.
Il punto
Un consumo conforme alla EN 303 215 non è un impegno su un valore: è un metodo di misura senza soglia, con un perimetro che si ferma all’ingresso in continua del telaio. Nei capitolati di conformità che consegniamo quella riga arriva completa — edizione, clausola giusta per la tecnologia, soglia in watt per porta, i due carichi, il consumo di sito separato — e diventa la scaletta della verifica in accettazione, con misure e rapporto consegnati insieme al lavoro. Sull’altro asse, il consumo non si ferma al collaudo: cambia con il carico, con la stagione, con le schede aggiunte dopo tre anni. Letture dei contatori, assorbimenti per telaio, temperature in sala, traffico passante e as-built degli apparati in campo stanno su una mappa unica della rete, dove un’AI riconosce il telaio che ha smesso di essere efficiente prima che se ne accorga l’ufficio acquisti, e una squadra nostra interviene senza subappalto. Quell’AI gira nel perimetro del cliente, on-premise o in cloud dedicato in Italia, con CSIDIA, l’altra società del gruppo.
State scrivendo adesso la riga sui consumi, o confrontando due OLT con numeri che non tornano? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e il perimetro della misura si fissa prima della gara.