Note operative Normativa

In galleria ferroviaria il cavo deve essere B2ca. In galleria stradale, no.

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Galleria ferroviaria in costruzione, illuminata da una fila di luci sulla parete curva, con cavi e tubazioni fissati accanto ai binari, in bianco e nero
Anche in questa galleria corrono dei cavi: la soglia antincendio che li riguarda non è la stessa in ogni galleria.

Una dorsale regionale in fibra deve passare in due gallerie della stessa tratta: una ferroviaria, lunga milleduecento metri, dove il cavo corre in canaletta a fianco del binario; una stradale, sotto un rilievo poco più corto. Il capitolato scrive per entrambe la stessa riga: «cavo non propagante l’incendio, classe idonea». Sembra un unico requisito applicato due volte. Non lo è: una delle due gallerie ha, scritta in un regolamento europeo, una soglia con una sigla precisa. L’altra no — e non perché il rischio sia minore.

La norma internazionale non fissa una soglia: rimanda altrove.

La ITU-T L.100 (01/2024), Optical fibre cables for duct and tunnel application — la stessa raccomandazione che fissa il tiro massimo dei cavi in cavidotto — alla clausola 6.4 tratta la sicurezza antincendio in un modo che spiazza chi cerca un numero: «Fire safety in duct and tunnel cables is generally an issue in the installation criteria and possible fire safety restrictions; refer to the regional and national norms» — la sicurezza antincendio nei cavi da cavidotto e galleria è in genere una questione di criteri di installazione e di eventuali restrizioni locali: si rimanda alle norme regionali e nazionali. La stessa clausola aggiunge, in mancanza di una specifica da rispettare, un elenco di norme IEC da considerare secondo l’applicazione: la IEC 60332-1-2 (propagazione di fiamma su cavo singolo), la IEC 60332-3-24 (propagazione di fiamma su fascio di cavi verticali, categoria C), la IEC 60754-1 e la IEC 60754-2 (gas alogenidrici e acidità dei fumi), la IEC 61034-1 e la IEC 61034-2 (densità del fumo) — e la IEC 60331-25, l’unica delle sette scritta apposta per la fibra: Tests for electric cables under fire conditions — Circuit integrity — Part 25: Procedures and requirements — Optical fibre cables, cioè la resistenza al fuoco — il cavo continua a trasmettere durante l’incendio — non la reazione al fuoco. Nessuna di queste sette è un obbligo della L.100: sono la lista che la stessa norma consiglia in mancanza d’altro.

In galleria ferroviaria la soglia è cambiata due volte, e oggi vale per tutte le gallerie.

Per le gallerie ferroviarie il numero esiste, ed è vincolante di per sé. Il regolamento (UE) n. 1303/2014 della Commissione, la TSI SRT — la specifica tecnica di interoperabilità sulla «sicurezza nelle gallerie ferroviarie», del 18 novembre 2014 — è un regolamento e non una direttiva: si applica direttamente in ogni Stato membro, senza decreto di recepimento. Nel testo originario la soglia sui cavi stava alla clausola 4.2.2.4, valeva solo per le gallerie sopra 1 km e citava una decisione della Commissione del 2006. Il regolamento di esecuzione (UE) 2019/776, in vigore dal 16 giugno 2019, ha riscritto tutto: ha soppresso la 4.2.2.4 e trasferito il requisito nella clausola 4.2.1.3, «Reazione al fuoco del materiale da costruzione», che si applica «a tutte le gallerie», senza più la soglia di 1 km.

Il testo attuale dice: «i cavi scoperti devono avere caratteristiche di bassa infiammabilità, bassa propagazione di incendio, bassa tossicità e bassa densità di fumo; questi requisiti sono soddisfatti quando i cavi sono conformi almeno ai requisiti della classificazione B2ca, s1a, a1» — la sottoclasse fumo più severa della scala, non il generico s1, già distinta altrove — con rimando al regolamento delegato (UE) 2016/364, lo stesso che classifica i cavi negli edifici. Due dettagli che un capitolato serio non può ignorare: «se la classificazione è inferiore a B2ca, s1a, a1, la classe di cavi può essere stabilita dal gestore dell’infrastruttura a seguito di una valutazione dei rischi» — non è una scorciatoia del posatore, è una deroga formale e motivata; e «diverse classificazioni di cavi possono essere utilizzate per diversi impianti all’interno della stessa galleria», quindi non un’unica sigla buona per tutto.

In galleria stradale la soglia sui cavi non c’è.

Per le gallerie stradali della rete transeuropea la fonte è un’altra: la direttiva 2004/54/CE del 29 aprile 2004, che si applica — articolo 1, paragrafo 2 — «a tutte le gallerie della rete stradale transeuropea di lunghezza superiore a 500 m», recepita in Italia con il decreto legislativo 5 ottobre 2006, n. 264. Essendo una direttiva, ha avuto bisogno di un atto nazionale; e il suo allegato I, a differenza della TSI ferroviaria, non fissa alcuna classe per i cavi. Il punto 2.18, «Caratteristiche ignifughe degli impianti», dice solo questo: «il livello delle caratteristiche ignifughe di tutti gli impianti della galleria deve tenere conto delle possibilità tecnologiche e mirare al mantenimento delle necessarie funzioni di sicurezza in caso di incendio». Nessun numero, nessuna sigla: un obiettivo. Il punto 2.16, «Sistemi di comunicazione», impone gli apparati — ritrasmissione radio per i servizi di emergenza oltre i 1000 m di lunghezza e i 2000 veicoli per corsia, altoparlanti nei rifugi — ma non la classe dei cavi che li alimentano.

Non significa che in galleria stradale i cavi possano bruciare senza conseguenze: significa che la soglia, lì, questa norma non la scrive. Va presa altrove — dal Codice di prevenzione incendi generale, con la stessa logica già vista per gli edifici — o va scritta a capitolato come scelta esplicita, non dedotta da un regolamento che, per le gallerie stradali, tace sul punto.

Cosa scrivere in capitolato.

  1. Ambito dichiarato per ogni tratta: galleria ferroviaria (soglia TSI SRT vincolante, oggi senza limite di lunghezza) o galleria stradale/altra tratta (nessuna soglia di fonte UE specifica per i cavi) — mai la stessa riga per entrambe.
  2. B2ca-s1a,a1 come minimo per i cavi scoperti in galleria ferroviaria, sigla per intero, con richiamo esplicito alla clausola 4.2.1.3 della TSI SRT come modificata dal regolamento (UE) 2019/776.
  3. Deroga tracciata: se si scende sotto B2ca-s1a,a1, la valutazione dei rischi del gestore dell’infrastruttura allegata alla documentazione, non una nota a verbale.
  4. Classi differenziate per impianto, se il progetto lo richiede, ciascuna dichiarata e non generalizzata su tutta la galleria.
  5. Per le gallerie stradali, la classe scelta con lo stesso criterio del Codice di prevenzione incendi già descritto per gli edifici: mai lasciata a un aggettivo.
  6. Resistenza al fuoco separata dalla reazione al fuoco per i cavi che alimentano rilevazione incendi o comunicazione di emergenza: test IEC 60331-25 per la fibra ottica, non dedotto dalla sigla «ca».
  7. Accesso ai locali tecnici e alle cassette di giunzione disciplinato come per ogni impianto di sicurezza in galleria, con verbale di consegna e finestre di intervento concordate con il gestore, perché il collaudo non può fermare l’esercizio.

Come si verifica in accettazione.

Non basta leggere «B2ca» sulla guaina: si chiede la Dichiarazione di Prestazione dell’esatto codice articolo e si controlla che citi la sigla per intero, sottoclassi comprese — lo stesso controllo già descritto per i cavi da edificio, qui applicato a una soglia diversa. Per i cavi che alimentano sistemi di sicurezza si chiede in aggiunta il rapporto di prova secondo IEC 60331-25, non la sola scheda di reazione al fuoco: sono due prestazioni diverse, e la seconda non si deduce dalla prima. Si verifica infine che l’ambito dichiarato in capitolato — galleria ferroviaria, galleria stradale, eventuale deroga del gestore — corrisponda a quello reale della tratta, perché è quell’ambito a decidere se B2ca-s1a,a1 sia un obbligo di regolamento o una scelta di chi scrive il capitolato.

Il punto.

Un cavo che brucia in galleria non distingue fra ferrovia e strada: la fiamma si comporta allo stesso modo in entrambe. A distinguere è il testo giuridico, non il rischio — ed è per questo che la soglia va scritta esplicitamente ogni volta, non dedotta dal tipo di infrastruttura. Per questo, quando progettiamo una posa in galleria o scriviamo un capitolato di conformità, la classe antincendio dei cavi e la resistenza al fuoco di quelli che alimentano l’allarme diventano due clausole distinte, ciascuna verificata in accettazione sul rapporto di prova giusto — non sulla sigla stampata in guaina — e consegnate insieme al collaudo. Ogni tratta in galleria entra nella stessa mappa unica della rete che raccogliamo per l’as-built di una dorsale: non un fascicolo che invecchia in un cassetto, ma i dati su cui un’AI incrocia l’allarme antincendio con il tratto di fibra che gli corre accanto, prima che una squadra debba cercarlo a mano — per un operatore, un ente pubblico, un sito della difesa o un data center che si affida a quella galleria per l’interconnessione. Dove serve un’AI sui dati della rete, gira nel perimetro del cliente — on-premise o in cloud dedicato con data center in Italia — insieme a CSIDIA, l’altra società del gruppo.

Dovete far passare una dorsale in una galleria, ferroviaria o stradale, o rivedere un capitolato che le tratta allo stesso modo? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e la sigla giusta si scrive prima di ordinare il cavo, non al collaudo.

Fonti