Cavo interrato senza cavidotto: quanto deve resistere a schiacciamento e roditori?
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A gennaio un cavo interrato senza cavidotto smette di trasmettere in un punto preciso. Il verbale di collaudo, di due anni prima, è ineccepibile: schiacciamento superato, urto pure, attenuazione entro soglia su tutta la tratta. Nessuno però trova scritto quale livello di resistenza a roditori e insetti quel cavo garantisse — perché su questo punto la raccomandazione che lo definisce non fissa un valore. Rimanda a un accordo che, se è stato messo per iscritto, non sta sullo stesso scaffale del resto del collaudo.
Due prove danno un numero. Una no.
La ITU-T L.101, Optical fibre cables for directly buried application, edizione 3.0 approvata il 29 agosto 2024 dallo Study Group 15 (era la vecchia L.43 del 2002, poi L.101/L.43 dal 2015), è la raccomandazione per i cavi pensati per stare a diretto contatto con la terra, senza cavidotto né galleria. Copre le caratteristiche meccaniche, ambientali ed elettriche del cavo — un regime diverso dalla posa a infrastruttura minima della DSA, dichiaratamente best-effort per aree rurali: qui si parla del cavo interrato «normale», da capitolato ordinario.
Alle clausole 6.2.4 e 6.2.5 la L.101 tratta schiacciamento e urto come eventi certi, non ipotetici, «durante la posa e per tutta la vita utile». Nell’Annesso A, che il testo dichiara esplicitamente «forms an integral part of this Recommendation», questi due eventi hanno un numero.
Schiacciamento (A.3.5, Tabella A.10): carico piatto-piatto per un minuto e per dieci — cavo non armato 1,5 kN e 0,75 kN, cavo armato 2,2 kN e 1,1 kN. L’attenuazione, misurata a fine carico lungo, non deve essere cambiata.
Urto (A.3.6): martello piatto, raggio faccia almeno 300 mm, tre colpi distanti almeno 150 mm ± 15 mm, energia 10 J sul cavo non armato e 20 J su quello armato.
Torsione (A.3.7): due metri di cavo, rotazione di 180° in ciascuna direzione, cinque cicli, nessun cambiamento di attenuazione al termine. Piegatura ripetuta (A.3.4): raggio del mandrino pari a metà di venti volte il diametro esterno del cavo — lo stesso multiplo discusso a proposito del raggio minimo di curvatura — minimo 150 mm, aumento massimo 0,15 dB a 1550 nm durante la prova, nessuna fessurazione dell’armatura oltre 5 mm, a un ingrandimento di 5×.
Numeri che un collaudo verifica uno per uno, e un capitolato può pretendere a verbale.
Il vuoto è nella stessa tabella.
Poi c’è la Tabella A.5, «Biotic characteristics». Due righe: funghi, e roditori/insetti. Per i funghi il metodo di prova rimanda alla ITU-T L.161 — che non abbiamo letto per questo pezzo: la L.101 la cita solo come riferimento, non ne riporta il contenuto. Per roditori e insetti la colonna del metodo è vuota — un trattino — e il valore è «as agreed, see 6.4»: come concordato. La clausola 6.4, a sua volta, dice in una riga sola: «This topic is covered in [ITU-T L.161]».
Nessun numero, nessun metodo di prova elencato dalla L.101 stessa, nessuna soglia minima. La resistenza a roditori e insetti — la ragione più citata, nello stesso documento, per applicare un’armatura — è l’unica caratteristica meccanica lasciata interamente a un accordo fra produttore e cliente, che la L.101 non impone nemmeno di mettere per iscritto in forma verificabile.
L’armatura, alla clausola 7.4, va prevista «where protection from external damage (e.g., crush, impact, rodents) […] is required»: nastri d’acciaio «of various constructions» e, per i cavi metal-free, filati aramidici o trefoli rinforzati in vetro; filo e treccia d’acciaio la raccomandazione li cita altrove — con l’avvertenza che leggerezza e flessibilità calano quando l’armatura c’è. È lo stesso motivo per cui le reti industriali in ambienti ostili chiedono guaine dedicate: ma nessuno dei due tipi, qui, ha una soglia antiroditore dichiarata dalla norma.
Il resto del contesto: gelo, chimica, alta tensione.
Il gelo non chiede un inverno rigido: alla clausola 6.3.6 la L.101 nota che «the maximum expansion of frozen water occurs at −2 °C», e un terreno con cavi interrati è quasi sempre umido. L’acqua che gela dentro o intorno al cavo schiaccia, non solo raffredda.
Sull’aggressione chimica (6.3.9) la raccomandazione non fissa un elenco di sostanze: chiede di censire quelle presenti nel terreno, e scegliere la guaina di conseguenza. Alla 6.3.10, «mechanical aggression», ammette il limite: è difficile stimare a priori quanta ne subirà il cavo — la protezione è lo spessore della guaina e/o l’armatura, ma il rischio reale lo stabilisce chi conosce quel terreno.
Vicino a una linea in alta tensione la clausola 6.5.3 aggiunge un rischio specifico: la conduttività variabile del terreno genera un gradiente di tensione che, sulla guaina, produce correnti di dispersione e dry-band arcing — archi intermittenti che la danneggiano nel tempo. La soluzione tipica è una guaina semiconduttiva esterna, o un composto resistente al tracking. Lo stesso perimetro della trincea condivisa fra cavi di potenza e fibra: qui il rischio è il campo elettrico, non il contatto diretto.
Sulla temperatura, la Tabella 1 fissa da −30 a +60 °C in esercizio (una nota ammette come conformi anche i cavi collaudati fino a −40 °C, limite più severo usato da molte specifiche esistenti) e 0/+50 °C in posa per guaina PVC, da −15 a +50 °C per guaina PE.
Cosa scrivere in capitolato.
- Classe di schiacciamento e urto in newton e joule, secondo la Tabella A.10 e la clausola A.3.6 — non «resistente», un numero.
- Tipo di armatura specificato per nome: nastro d’acciaio, treccia, vetroresina o filati aramidici — non lasciato al produttore.
- Resistenza a roditori e insetti messa per iscritto, con metodo di prova concordato e citato — non un «come da L.161» che rimanda a un rimando.
- Censimento delle sostanze chimiche del terreno prima di scegliere la guaina.
- Guaina semiconduttiva o resistente al tracking, se la tratta corre vicino ad alta tensione.
- Intervallo di temperatura dichiarato, coerente con la Tabella 1 o con un valore concordato più severo.
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Quello che non sappiamo
La conformità alle raccomandazioni ITU-T è volontaria: lo dichiara il testo stesso, «Compliance with this Recommendation is voluntary». La L.101 non ha un’appendice propria dichiarata non integrante, a differenza di altre raccomandazioni della stessa serie: ha un solo Annesso A, di test, definito esplicitamente parte integrante, e una bibliografia di soli riferimenti informativi (prefisso «b-»). Non abbiamo letto la ITU-T L.161, richiamata due volte dalla L.101 e mai approfondita al suo interno: non sappiamo se contenga soglie che la L.101 non riporta, e non lo affermiamo né lo escludiamo. Non abbiamo letto la ITU-T K.29 né la K.47, richiamate per i fulmini. I metodi di prova IEC citati (60794-1-21, 60794-3-11) sono testi a pagamento: riportiamo solo i valori che la L.101 restituisce nelle proprie tabelle. Non affermiamo l’esistenza né l’assenza di un obbligo italiano sulla profondità di interramento o sulla protezione antiroditore: non lo abbiamo verificato su fonte primaria nazionale.
I due assi, su questo tema
Primo asse: la classe di schiacciamento e urto, il tipo di armatura, il livello di resistenza a roditori concordato per iscritto e l’intervallo di temperatura diventano righe del capitolato, ciascuna con il proprio numero — e in accettazione si verifica il rapporto di prova con quel numero, riferito al lotto posato, non alla scheda tecnica generica.
Secondo asse: il rapporto di prova, l’as-built del percorso, le tracce OTDR successive e i verbali di riapertura muffola smettono di essere archivi separati e diventano, con CSIDIA, l’altra società del gruppo, una mappa unica della rete su cui un’AI fa la diagnosi: su un cavo interrato senza cavidotto, dove schiacciamento e morso di roditore non lasciano segni visibili dalla superficie, la diagnosi utile è il confronto fra tracce OTDR successive riferite allo stesso identificativo di tratta — l’attenuazione che sale di qualche decimo di dB, mese dopo mese, prima dell’interruzione. E la squadra chiude il guasto. Nel perimetro del cliente: on-premise su macchine autonome, oppure cloud dedicato con data center in Italia, sempre con gestione condivisa.
Dal sopralluogo, senza costi, esce l’elenco delle vostre tratte interrate senza cavidotto — con, per ciascuna, la classe di schiacciamento dichiarata, il tipo di armatura, il regime di resistenza a roditori concordato e dove sta scritto. Comprese le caselle che restano vuote: resta a voi anche se non proseguiamo insieme.