PUE in un micro data center edge: perché quel numero in capitolato non regge
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Nel capitolato del sito edge che state per mandare in gara c’è una riga sull’efficienza, e quella riga chiede un PUE. In accettazione verificherete quel numero. La raccomandazione che si occupa proprio di quei siti — i micro data center, non le sale grandi — scrive che lì il PUE non va usato così com’è. Il collaudo che avete pattuito misura la cosa sbagliata, e ve ne accorgerete quando il fornitore consegnerà un valore basso ottenuto togliendo pezzi all’impianto.
Che cosa conta come micro data center
La Raccomandazione ITU-T L.1307, Energy efficiency in micro data centres for edge computing, edizione 03/2024, è stata approvata l’8 marzo 2024, risulta In force a catalogo ed è scaricabile gratuitamente. Definisce l’oggetto così: «A solution designed to provide processing, storage and networking capabilities in a more compact and modular form» — una soluzione pensata per fornire capacità di elaborazione, archiviazione e rete in forma più compatta e modulare.
Nella definizione non c’è una soglia: né kilowatt, né metri quadri, né numero di armadi. È la prima riga che manca ai capitolati: se non la scrivete voi, micro diventa quello che fa comodo in gara. La clausola 7 elenca dove finiscono davvero: un ufficio qualunque, un locale apparati, un sito di stazione radio base, una centrale; dentro l’edificio o all’aperto. Posti dove una sala dati non è mai stata progettata, e dove le protezioni che altrove sono ovvie vanno chieste una per una.
Perché il PUE, lì, misura poco
La clausola 9 è netta: «micro data centres may not have a backup power supply or cooling system to a similar level to the typical data centre, so this indicator should not be used as it is» — possono non avere un’alimentazione di riserva o un raffreddamento paragonabili a quelli di un data center tipico, quindi questo indicatore non va usato così com’è.
Il motivo è aritmetico. Il PUE è il rapporto fra l’energia totale del sito e quella dell’IT: se il sito non ha UPS, generazione di riserva e condizionamento dedicato, al numeratore mancano proprio le voci che il PUE serve a pesare. Un PUE basso, in un armadio edge, può voler dire soltanto che l’infrastruttura non c’è. E resta il problema di sempre, dove si mettono i contatori.
L’indicatore che la L.1307 mette al suo posto
L’alternativa è un rapporto fra due grandezze già misurate:
EEI(MDC) = ITEUsv / PUE
ITEUsv è la media delle utilizzazioni di CPU degli N server accesi in quell’istante — nella formula (2), la somma di Ui(t) divisa per N — ed è ripresa da ISO/IEC 30134-5. Più alto è EEI, migliore è l’efficienza: consolidare il carico su pochi server ben utilizzati pesa quanto abbassare i consumi dell’infrastruttura.
Le prescrizioni di misura sono tre, e vanno nel verbale. ITEUsv si campiona a intervalli definiti su un periodo dato, «for example, a year» — per esempio un anno. A ogni intervallo si prende il picco, non la media: «The maximum value of ITEUsv(t) should be used at every measurement time interval». E riguarda i soli server: «it does not apply to storage systems or network equipment in a data centre» — non si applica a sistemi di archiviazione o apparati di rete.
Poi c’è il vuoto: la L.1307 non dà nessun valore obiettivo per EEI. Nel testo le parole target e threshold non compaiono mai. L’indicatore ordina, non promuove né boccia. La soglia che rende esigibile il collaudo la scrivete voi.
Un solo obbligo in tutto il documento
Conviene saperlo prima di rinviare alla raccomandazione con una riga secca. Nel corpo della L.1307 la parola shall — quella che nelle convenzioni ITU-T esprime un requisito — compare una volta sola, nella tabella 1, sul dimensionamento dell’alimentazione alla massima potenza assorbibile da server, archiviazione, rete, raffreddamento e apparati di sicurezza. Il resto sono ventidue should e sei recommended. Se li volete esigibili in accettazione, li trascrivete voi come obblighi.
Quattro meritano di finire in capitolato così come sono.
- Distribuzione elettrica separata: «It is recommended to separate electrical power distribution between the data centre and other service present in the site» — separare la distribuzione elettrica fra il data center e gli altri servizi presenti nel sito. In un ufficio è la differenza fra un sito misurabile e un contatore che pesa anche il caffè.
- Autonomia: «It is desirable to provide the battery capacity of the UPS to provide a backup time of 5–10 minutes to protect from power outage» — batteria dell’UPS dimensionata per 5-10 minuti. Non è un’autonomia: è il tempo per passare a un’altra sorgente, e il capitolato deve dire quale, con quale prova di capacità.
- Espansione: «Before physical expansion, computing offloading to a nearby micro data centre or a central cloud data centre is recommended» — prima di aggiungere armadi si sposta il carico altrove. È una clausola contrattuale: cambia chi paga la crescita.
- Rumore e vibrazione in ufficio: la raccomandazione chiede che non disturbino chi lavora nello stesso locale, ma non dà un limite. In dB lo mettete voi.
Le norme a pagamento, e l’edizione che è cambiata
La L.1307 richiama come riferimenti normativi due norme ISO/IEC: ISO/IEC 30134-2:2016 per il PUE e ISO/IEC 30134-5:2017 per ITEUsv. Sono a pagamento, non le abbiamo lette: ne riportiamo solo sigla, titolo, edizione, data e stato di catalogo.
Il catalogo però dice una cosa che pesa. ISO/IEC 30134-2:2026, edizione 2.0, risulta pubblicata il 16 gennaio 2026: è una seconda edizione, e la L.1307 rinvia alla prima. ISO/IEC 30134-5:2017 ha un Amendment 1 pubblicato l’11 marzo 2025, successivo alla raccomandazione. La clausola 2 avverte da sé: «users of this Recommendation are therefore encouraged to investigate the possibility of applying the most recent edition» — si incoraggia a valutare l’applicazione dell’edizione più recente.
Tradotto in capitolato: un rinvio al PUE secondo ISO/IEC 30134-2 senza edizione e senza anno lascia la scelta al fornitore, e in accettazione arriva un numero calcolato con un metodo che non è quello che avevate in testa. Nella clausola 9 il rinvio è per di più stampato con una cifra in più, 303134-5: un riferimento che non esiste non vincola nessuno.
Quello che non sappiamo
- Dove finisce il micro. La definizione non fissa potenza, superficie né numero di armadi: il confine resta contrattuale.
- Quanto vale un EEI buono. Senza valore obiettivo l’indicatore confronta due siti, non ne promuove nessuno.
- Con quale categoria di misura. La L.1307 usa il PUE al denominatore ma non dice con quale categoria di misura in un sito senza infrastruttura dedicata.
- Il contenuto delle norme a pagamento. Delle ISO/IEC 30134-2 e 30134-5, edizioni nuove comprese, conosciamo solo i dati di catalogo: se il metodo è cambiato, non possiamo dirlo.
- Rumore e vibrazione. Nessun limite numerico nella raccomandazione.
Il punto
Un sito edge si accetta o si contesta su tre righe di capitolato: quale indicatore, con quale intervallo e periodo di misura, contro quale valore. Nei capitolati di conformità che consegniamo quelle righe ci sono, con l’edizione e l’anno delle norme richiamate e le raccomandazioni che volete esigibili trascritte come obblighi — dalla distribuzione separata ai minuti di autonomia — e la verifica si fa in accettazione, con verbale e documentazione consegnati insieme al lavoro. Sull’altro asse, i dati che la tabella 2 della L.1307 chiede di raccogliere — ubicazione, anzianità e caratteristiche di server, archiviazione, rete e armadi, utilizzi, consumi, temperature — oggi stanno in un export, un foglio di calcolo e l’as-built dell’installatore. Da noi confluiscono in una mappa unica del sito e della rete, dove un’AI segnala il server acceso al minimo che tiene basso ITEUsv e la deriva che a fine anno vi fa mancare il valore pattuito, e una squadra nostra interviene. Dove serve un’AI su quei dati, gira nel perimetro del cliente, on-premise o in cloud dedicato con data center in Italia, insieme a CSIDIA, l’altra società del gruppo.
State scrivendo il capitolato di un sito edge, o dovete accettarne uno già costruito, e volete un indicatore che regga in contraddittorio? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e le tre righe si decidono prima della gara.