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Fibra preconnettorizzata: che cosa si collauda se non ci sono giunti

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Viti arrugginite lungo la sovrapposizione di due lamiere zincate, con un foro rimasto vuoto
Un fissaggio che si toglie solo rovinandolo, e un foro che non torna più a posto.

Chi firma il collaudo di una tratta FTTH costruita tutta preconnettorizzata non ha un solo giunto da certificare: le colonne del verbale ci sono, le righe restano vuote. E il terminale che sta accettando, per definizione, non si riapre — al primo allacciamento che non passa si sostituisce intero. Quanto costa quella sostituzione dipende da due o tre righe che qualcuno ha scritto, o non ha scritto, in capitolato.

Il documento è di novembre, il PDF è di aprile

Il 29 novembre 2025 l’ITU-T ha approvato la Raccomandazione L.405, Preconnectorized cabling components for FTTx infrastructures: edizione 1.0, in vigore, ventisei pagine, PDF gratuito messo sul catalogo il 7 aprile 2026. L’abbiamo scaricata e letta.

Definisce i componenti preconnettorizzati come «housings, closures, cable assemblies and terminals that are factory terminated with connectors» — involucri, chiusure, assemblaggi di cavo e terminali attestati in fabbrica con connettori — e una nota allo scopo chiude subito una porta: «This Recommendation does not describe patch-cords nor harnesses for indoor application».

Il terminale «not re-enterable» non è una scelta del costruttore

Nella clausola 3.2.13 il terminale è «Protective housing that is not re-enterable», un involucro protettivo che non si riapre, attestato in fabbrica e destinato a servire «typically between two and twelve» allacciamenti d’utente. Non è una caratteristica di prodotto: è la definizione del termine.

La tabella 1 mette in colonna le sei configurazioni della zona di distribuzione, e la prima riga è «Re-entry»: sì solo per la muffola di giunzione e per la chiusura preconnettorizzata con connettori; no per tutte e tre le varianti di terminale e per il cavo di distribuzione attestato. Le uscite, dove ci sono, sono SC APC o LC APC — la famiglia angolata, mai la piatta — e l’ingresso lato coda è MPO.

La tabella che smentisce metà dei capitolati

La tabella 3 confronta i tre metodi di posa: preconnettorizzato integrale, semi-preconnettorizzato, tutto giuntato. Alla riga «Optimal installation type» il preconnettorizzato integrale porta due sole voci, «Aerial, duct»: palificata e cavidotto. L’interrato diretto compare solo nelle altre due colonne. E alla riga «Design and verification planning» è l’unico marcato «High».

Le due cose stanno insieme. Il drop preconnettorizzato arriva già tagliato e attestato, e la clausola 6.2.3 chiede al progetto di fissare prima quattro parametri: limitare i cavi che corrono paralleli, standardizzare la capacità dei terminali, fissare la lunghezza massima dei drop, decidere quanti divisori stanno in ogni hub. Il rilievo porta a porta non è accessorio: senza, la distinta dei materiali è una stima, e gli spezzoni li paga chi ha firmato.

Che cosa si misura, e dove

La geometria della faccia si misura in fabbrica e in cantiere non si corregge. La clausola 7.4 fissa i limiti: ferrula cilindrica a contatto fisico, raggio sferico fra 5 e 30 mm, scostamento della calotta al massimo 50 µm; ferrula angolata, raggio fra 5 e 12 mm, stesso scostamento, angolo tipico di 8 o 9 gradi; ferrula rettangolare multifibra, otto parametri, dall’angolo x al dislivello fra fibre adiacenti. In campo restano ispezione e pulizia della faccia e la misura ottica della tratta intera: non c’è una traccia per giunto, perché giunti non ce ne sono.

Le soglie di perdita e di riflessione la L.405 non le pubblica. La clausola 8.1 rimanda in blocco alla IEC 61753-1:2018 — a pagamento: ne riportiamo titolo ed edizione dal catalogo, non il contenuto — e la 8.3 dice solo quale tabella di quell’allegato si applica a che cosa. Lì si legge un’asimmetria da portarsi in accettazione: per i componenti la guida copre le categorie C, OP, OP+ e I; per gli involucri copre C, OP, OP+, A, G e S. Un connettore rinforzato dentro un pozzetto allagato — categoria G, «continuously immersed in water» — in quella mappa non ha una tabella di componente. Le sette categorie e i loro estremi stanno per intero nella tabella 4: da C, da −10 a +60 °C al chiuso, fino a S, interrato fra 1 e 5 metri di profondità. E una nota avverte che la vecchia categoria E resta «grandfathered»: «For permanent connections, categories A and G are recommended».

Chi cerca numeri deve cambiare raccomandazione. La ITU-T L.404 (08/2017), Field mountable single-mode optical fibre connectors, in vigore e gratuita, li pubblica: attenuazione di grado Bf ≤ 0,35 dB medio e ≤ 0,55 dB massimo su oltre il 97 per cento dei campioni, grado Cf ≤ 0,4 e ≤ 0,75 dB; riflessione di grado 1 ≥ 60 dB accoppiato e ≥ 55 dB non accoppiato, grado 2 ≥ 45 dB, grado 3 ≥ 35 dB, grado 4 ≥ 26 dB; misure a 1310 ± 30, 1550 ± 30 e 1625 ± 25 nm. Ma quei gradi valgono per i connettori montati in campo: copiarli in una fornitura preconnettorizzata citando la L.405 è un errore che si scopre in contraddittorio.

Sei righe da mettere nel verbale

  • La categoria di prestazione, dichiarata due volte: una per il componente e una per l’involucro che lo contiene, con il luogo che la giustifica e il suffisso HD dove c’è elettronica attiva che scalda.
  • Riapribile o no, sigillato o a respirazione libera, per ogni chiusura e ogni terminale, con il numero di terminali di scorta a magazzino e a chi restano intestati: è il dato che separa un guasto da un fermo.
  • Tipo di connettore e faccia a ogni interfaccia: SC APC o LC APC in uscita, MPO lato coda, compatibilità meccanica con i connettori della ITU-T L.402 tramite adattatore o convertitore.
  • L’identificazione delle porte: «Ports should be distinguished by different colours and identified by serial number». Colore e numero di serie vanno nell’as-built porta per porta; se il contenitore è a parete o a palo, le porte stanno sul lato basso.
  • La chiave di orientamento: la clausola 8.4 chiede una chiave, e dove non è visibile un segno che indichi il verso di innesto. In verbale è una casella, non una frase di stile.
  • La prova di innesto e disinnesto, che per il drop la clausola 6.2.4 vuole «without tools and twisting operation»: senza attrezzi e senza torsione. Se serve una pinza, è una non conformità.

Quello che non sappiamo

La IEC 61753-1:2018 è a pagamento e non l’abbiamo letta: dell’asimmetria fra componenti e involucri riportiamo la guida della clausola 8.3, non le tabelle di allegato, e non possiamo escludere che una tabella di componente per le categorie A, G e S esista comunque. La L.405 è alla prima edizione, senza corrigendum: la tabella 3 è intitolata «FTTC deployment summary and comparison» mentre il documento parla di FTTx, e la riportiamo come è stampata. Non sappiamo quanti capitolati italiani la citino già. E un terminale conforme non è un terminale adatto: la conformità la dichiara il fornitore, l’adeguatezza al pozzetto la decide chi progetta.

Il punto

Il preconnettorizzato non toglie lavoro al collaudo: lo sposta. Sparisce la traccia per giunto e compare una catena di dichiarazioni — categoria, riapribilità, connettore, porta, chiave — da verificare mentre il camion è ancora in cantiere, perché dopo il sigillo non si torna indietro. Come per la tenuta delle muffole: l’ambiente dichiarato vale più della sigla di catalogo.

Per un operatore o un’impresa di rete lo facciamo su entrambi i lati. Le sei righe qui sopra entrano nel capitolato come clausole e tornano in accettazione come verifiche nostre, con misure ottiche e documentazione as-built consegnate insieme alla tratta. E con CSIDIA, l’altra società del gruppo, numeri di serie delle porte, categorie dichiarate, misure e allarmi diventano una mappa unica della rete: quando un allacciamento cade, un’AI dice quale terminale è coinvolto, se è riapribile e se una scorta è a magazzino, e una squadra chiude il guasto — nel perimetro del cliente, on-premise o in cloud dedicato con data center in Italia. Squadre nostre, senza subappalto.

Dovete accettare una tratta preconnettorizzata, o scrivere il capitolato di una che deve ancora partire? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e la categoria di un terminale si decide prima dell’ordine, non davanti al pozzetto aperto.

Fonti