Note operative Normativa

Un piano sopra il PUE: il KPI globale della ETSI EN 305 200-3-1

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Tre isolatori in ceramica scura sopra un trasformatore elettrico, fili sottili che salgono verso un cielo coperto, alette di raffreddamento chiare in primo piano, fotografia in bianco e nero
Ingresso e uscita dello stesso trasformatore sono, per la norma, due punti di misura distinti — con una penalità diversa a seconda di dove sta il contatore.

Il capitolato per la gestione di un data center chiede il PUE trimestrale sotto una soglia contrattuale. Il gestore lo consegna, in linea. Chi paga la bolletta — o chi deve dichiarare l’impronta ambientale del sito a un cliente, a un socio, a un ente — fa la domanda successiva: quella cifra include il calore che il sito rivende al quartiere vicino? Include l’energia di un impianto fotovoltaico condiviso con altri tre siti dello stesso gruppo? E chi l’ha misurata, in quale punto, con quale margine dichiarato? Il PUE non risponde a nessuna delle tre domande: non è stato scritto per farlo. Esiste un documento tecnico pubblico che le mette tutte e tre nello stesso numero — a patto di dichiarare, per ciascuna, dove e come si è misurato.

La ETSI EN 305 200-3-1, e la famiglia a cui appartiene

La ETSI EN 305 200-3-1 V1.1.1 (2018-02), Energy management; Operational infrastructures; Global KPIs; Part 3: ICT Sites; Sub-part 1: DCEM, l’abbiamo scaricata dal listato ufficiale ETSI e letta per intero: unica edizione pubblicata, con una bozza respinta nel marzo 2017 (come ES 205 200-3) e pubblicazione il 20 febbraio 2018. DCEM sta per Data processing and Communications Energy Management. È la prima e unica sotto-parte pubblicata della serie -3, implementazione semplificata del KPI completo che la -2-1 (ICT sites, V1.1.1 2018-02) definisce sotto il quadro comune della -1 (requisiti generali, V1.1.1 2018-07). Il testo lo dice di sé, in clausola 1: «The present document specifies the requirements for a Global KPI for energy management» — il presente documento specifica i requisiti per un KPI globale di gestione energetica.

Che cosa aggiunge, oltre al rapporto fra due energie

Il PUE — la ITU-T L.1302, di cui abbiamo scritto, ne fissa punti di misura e periodicità — resta un rapporto fra due energie. Il KPI_DCEM lo include, ma come un ingrediente fra quattro: la norma lo dice in una riga, in clausola 3.1, definendo la gestione energetica come «combination of reduced energy consumption and increased task effectiveness, re-use of energy and use of renewable energy» — combinazione di riduzione del consumo energetico, aumento dell’efficacia del lavoro svolto, riuso dell’energia e uso di energia rinnovabile.

Il KPI_DCEM combina due indicatori. Il primo, KPI_EC, è il consumo assoluto in MWh, bandato in sette classi da XXS a XXL (DCG). Il secondo, KPI_EP, è la prestazione energetica, dove il PUE entra come ingrediente: KPI_EP = KPI_TE × (1 − W_REUSE × KPI_REUSE) × (1 − W_REN × KPI_REN). KPI_TE — che la norma nota approssimare il PUE della EN 50600-4-2:2016 (Power Usage Effectiveness), a pagamento, dal catalogo e non letta — è definito in clausola 3.1 come «measure of the work done (as a result of design and/or operational procedures) for a given amount of energy consumed»: misura del lavoro svolto per una data quantità di energia consumata, con ideale dichiarato pari a 1. Le due sottrazioni pesate che lo correggono sono il calore riusato fuori dal sito (KPI_REUSE) e l’energia rinnovabile (KPI_REN). Il risultato, bandato in sette classi da A a G (DCCLASS), è un rapporto di scala e uno di merito: mai un solo numero che nasconde l’uno dentro l’altro.

Il confine passa da più mani di quante un capitolato ne preveda

La norma disegna il perimetro energetico con due schemi — energia elettrica, flussi termici — e per un sito a uso misto aggiunge i punti che separano il consumo ICT dal resto dell’edificio, oltre ai quattro di un sito dedicato. Il documento è netto su cosa resta fuori: «does not address other layers such as performance of ICT equipment itself, performance of usage of available processing power, and layers related to final service delivered» — non tratta altri livelli come la prestazione dell’apparecchiatura ICT in sé, l’uso della potenza di calcolo disponibile e i livelli legati al servizio finale erogato. Misura l’infrastruttura del sito, non l’efficienza di ciò che ci gira sopra.

Ognuno dei punti di misura sta sotto una responsabilità diversa: l’energia di rete nel contatore del fornitore, la generazione locale nell’impiantistica del gestore del sito, il calore riusato spesso nella rete di teleriscaldamento di un terzo. La norma non lascia il punto alla buona fede: lo classifica, e a ogni classe assegna una penalità dichiarata. Per il consumo, l’ingresso del trasformatore vale zero; la sua uscita, 1,5%; l’ingresso del quadro di distribuzione primaria, 2%. Per l’apparecchiatura ICT — il denominatore di KPI_TE — la presa diretta vale zero; il quadro di distribuzione secondaria (PDU di reparto), 1%; l’uscita del gruppo di continuità, 2%. Non è un dettaglio d’appendice: è la differenza fra un KPI dichiarato e uno verificabile, ed è la norma stessa a metterla in cifre.

La disciplina del tempo, e il peso che non si rinegozia

Il periodo di valutazione predefinito, T_KPI, è di 365 giorni; i quattro KPI oggettivi possono differire al massimo di 7 giorni (Δt) l’uno dall’altro, e la ripetizione della misura, T_REPEAT, cade fra 7 giorni e un mese. Sui pesi la norma è netta: «When applied to a group of ICT sites under common governance, the same weighting shall apply to all ICT sites» — applicato a un gruppo di siti ICT sotto governo comune, lo stesso peso si applica a tutti i siti: un solo W_REUSE e un solo W_REN per l’intero portafoglio, non uno diverso sito per sito. Il raggruppamento stesso ha una condizione: «The selection of ICT sites to be included in groups shall reflect a common purpose» — la selezione dei siti ICT da includere nei gruppi deve riflettere uno scopo comune. Pesi e bande restano liberi entro 0 e 1: l’allegato riporta solo valori d’esempio (CRIP ed eG4U: W_REUSE 1,0, W_REN 0,8).

Cosa scrivere in capitolato

  1. Il punto di misura per ciascun KPI oggettivo, con la classe di penalità che la norma gli assegna — non un generico misurato secondo normativa senza indirizzo.
  2. I pesi W_REUSE e W_REN scritti prima della prima misura, tenuti fissi per tutto il periodo di confronto.
  3. Il perimetro dei siti raggruppati, se il contratto ne copre più di uno, con lo scopo comune che li tiene insieme.
  4. Il report completo, non solo la classe finale: la norma chiede come minimo KPI_EC e DCCLASS, e per l’analisi di tendenza anche KPI_EP, KPI_TE, KPI_REUSE e KPI_REN con i rispettivi pesi.
  5. Chi possiede ciascun dato: fornitore di rete, gestore del sito, rete di teleriscaldamento terza — con il collegamento fra i dati scritto, non presunto.

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In collaudo si verifica che il punto dichiarato esista dov’è scritto, che la penalità applicata corrisponda alla classe reale — non alla più favorevole disponibile — e che i pesi del periodo in corso siano gli stessi del precedente, non un aggiustamento silenzioso.

Il punto

Il KPI_DCEM non sostituisce né la L.1302 né la L.1322: la prima gli presta l’ingrediente KPI_TE, la seconda spiega perché quell’ingrediente è quello che è. Sta un piano sopra entrambe, e aggiunge due cose che né il PUE né gli indici di contenimento toccano: quanta energia il sito restituisce fuori dai propri confini, e quanta ne arriva da fonti fuori dalla rete comune — un numero bandato, comparabile fra siti di scala diversa, a patto che il capitolato chieda il percorso che lo sostiene, non la cifra da sola.

Per un data center, con CSIDIA, l’altra società del gruppo, i punti di misura dell’energia — consegna elettrica, generazione locale, calore riusato, apparecchiatura ICT — diventano un modello unico, su cui un’AI segue lo scostamento di KPI_TE, KPI_REUSE e KPI_REN da un periodo all’altro, prima che la classe finale cambi lettera senza causa scritta. Nel perimetro del cliente: on-premise su macchine autonome, oppure cloud dedicato con data center in Italia, sempre con gestione condivisa.

Dovete dichiarare il KPI_DCEM di un sito, o verificarne uno già dichiarato da un fornitore? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e il punto di misura si scrive in capitolato prima del primo report, non dopo.

Fonti