Note operative Scenari

Data center di interesse strategico nazionale: il commissario di Governo

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Ciminiera e torre di raffreddamento di una centrale elettrica dismessa, in bianco e nero, su un paesaggio di campagna
Una centrale dismessa può diventare un campus dati da miliardi di euro — se un commissario di Governo ne coordina l’iter autorizzativo.

Il 23 luglio 2026 il Consiglio dei Ministri ha dichiarato «di preminente interesse strategico nazionale» due nuovi programmi di data center, per un valore complessivo di 8 miliardi di euro: «Equinix per l’Italia», sette centri di elaborazione dati nell’area metropolitana di Milano, e «Cavour Hyperscale Campus», dentro l’ex centrale elettrica di Trino, in provincia di Vercelli. È la terza volta nel 2026 che il Governo usa questo strumento — a maggio era toccato a EdgeConneX — e per chi progetta, appalta o cabla uno di questi impianti la dichiarazione non è solo un titolo di giornale: cambia chi decide, in quanti giorni deve rispondere un ente pubblico, e quanto margine resta per intervenire sulle specifiche tecniche dopo che l’iter è partito.

Cosa ha deciso davvero il Consiglio dei ministri

Nel comunicato n. 182, adottato nella riunione delle 17.57 a Palazzo Chigi su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, i due programmi sono descritti con cifre precise. «Equinix per l’Italia» prevede sette nuovi data center a Settimo Milanese e Cusago, nell’hinterland milanese: 4 miliardi di euro di investimento diretto tra il 2026 e il 2033, oltre 5 miliardi di indotto stimato, circa 1.500 addetti nella fase di cantiere e oltre 500 posti di lavoro a regime. «Cavour Hyperscale Campus» sorgerà invece nel sedime dell’ex centrale Galileo Ferraris di Trino: circa 4 miliardi di investimento, una potenza compresa fra 300 e 400 MW, in media 1.200 addetti in cantiere e 300-350 tecnici a regime, con una conferenza di servizi attesa entro fine 2026, l’autorizzazione entro fine 2027 e l’avvio dell’esercizio entro fine 2028.

Lo strumento: l’articolo 13 del decreto-legge 104/2023

La base giuridica non è nuova: è l’articolo 13 del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 9 ottobre 2023, n. 136. Il comma 2 definisce cosa può ricevere questa dichiarazione: «programmi di investimento diretto, anche esteri, a eccezione dei programmi concernenti opere pubbliche, sul territorio italiano dal valore complessivo non inferiore all’importo di un miliardo di euro». Non è quindi uno strumento riservato per legge ai soli investitori esteri — ma i programmi dichiarati finora nel 2026, EdgeConneX, Vantage, e ora Equinix e Cavour Hyperscale Campus, sono tutti riconducibili a gruppi internazionali, in linea con la soglia dimensionale che la norma richiede.

Cosa può fare davvero il commissario

Il comma 3 prevede che un decreto del Presidente del Consiglio nomini, d’intesa con il presidente della regione interessata, un commissario straordinario di Governo — senza compensi, che si avvale dell’Unità di missione «attrazione e sblocco degli investimenti» del Ministero. È lui, non il singolo Comune o la Soprintendenza, a convocare la conferenza di servizi e a rilasciare l’autorizzazione unica in cui confluiscono, per legge, «tutti gli atti di concessione, autorizzazione, assenso, intesa, parere e nulla osta comunque denominati» (comma 5): un provvedimento che sostituisce ad ogni effetto le autorizzazioni ordinarie e vale anche come variante degli strumenti urbanistici vigenti (comma 6). Il comma 4 aggiunge il potere più concreto per chi lavora su questi cantieri: il commissario può adottare ordinanze in deroga a qualunque legge diversa da quella penale — fermi restando il codice antimafia e il golden power del decreto-legge 21/2012 — e le amministrazioni interpellate hanno quindici giorni per esprimersi; trascorso quel termine, si procede comunque, anche senza il loro parere.

Due strumenti diversi, non uno solo

Chi segue il tema data center in Italia ha ormai più riferimenti da tenere distinti. Il PUCD di cui abbiamo scritto il 22 luglio riguarda la VIA e l’autorizzazione integrata ambientale per qualunque impianto sopra una soglia di potenza, a prescindere da chi investe: dieci mesi di iter, 90 giorni dalla STMG per il dossier ambientale. Il disegno di legge che riclassifica i data center come infrastrutture strategiche nazionali, ancora all’esame del Senato — il «secondo binario ancora in movimento» che citavamo proprio in quel pezzo — introdurrebbe una classificazione settoriale automatica, non ancora in vigore. L’articolo 13 del decreto-legge 104/2023, invece, esiste dal 2023, non riguarda specificamente i data center ma qualunque grande programma di investimento sopra il miliardo di euro, e si applica caso per caso con una delibera del Consiglio dei ministri: è lo strumento che il Governo sta effettivamente usando, fin da maggio, per accelerare i progetti via via annunciati. Un impianto dichiarato strategico ex articolo 13 attraversa comunque la VIA — ma con un commissario e una conferenza di servizi in più, non al posto del PUCD.

Cosa fare

  • Verificate se il committente o l’appalto su cui state lavorando rientra tra i programmi già dichiarati di interesse strategico: i comunicati del Consiglio dei ministri su governo.it sono l’elenco pubblico aggiornato, oggi almeno EdgeConneX, Vantage, Equinix e Cavour Hyperscale Campus.
  • Se sì, identificate il commissario nominato con il DPCM per quel programma: è l’interlocutore che convoca la conferenza di servizi e firma l’autorizzazione unica, non il Comune o la Regione da soli.
  • Considerate che le amministrazioni coinvolte hanno solo quindici giorni per esprimersi sulle richieste del commissario: se dovete fornire una relazione tecnica, un parere o una certificazione dentro quella conferenza di servizi, il tempo reale a disposizione è quello, non i tempi ordinari di un procedimento comune.
  • Bloccate le specifiche tecniche di cablaggio, classe di disponibilità e ridondanza in fase di offerta: un’autorizzazione che vale anche come variante urbanistica lascia poco margine per modificare il progetto a metà cantiere.
  • Non date per scontato che l’interesse strategico sostituisca il controllo sugli assetti proprietari: il comma 7 lascia fermo il golden power del decreto-legge 21/2012, un binario di verifica distinto che resta comunque applicabile.

Il punto.

Otto miliardi di euro dichiarati strategici in un solo comunicato, in un anno che ne aveva già visti altri per EdgeConneX e Vantage: il 2026 è il primo anno in cui l’Italia usa sistematicamente un commissario di Governo per accelerare i data center più grandi. Per chi cabla e certifica questi impianti — il lavoro che seguiamo dal sopralluogo alla consegna, nei nostri progetti data center — la lezione operativa è la stessa di ogni procedimento accelerato: la velocità la guadagna chi arriva con le specifiche già decise, non chi le scopre mentre il commissario sta già firmando.

Lavorate come subfornitori su un progetto dichiarato di interesse strategico nazionale, o dovete stimare i tempi di un appalto in un cantiere commissariato? Parlatene con un tecnico: un confronto preliminare aiuta a capire quali specifiche bloccare prima che la conferenza di servizi si chiuda.

Fonti