Criteri ambientali in una gara per data center: quali si verificano davvero in accettazione?
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La riga sui criteri ambientali del capitolato di centro dati l’avete già scritta, e l’avete scritta rinviando a un documento internazionale: sembrava la scelta prudente. Poi arrivano le offerte, dichiarano tutte di rispettarla con numeri ricavati in modi diversi, e in accettazione non c’è niente da misurare — il documento richiamato non dice con quale metodo, a quale carico, in quale punto. Un criterio che non si può verificare non esclude nessuno, e se ve ne accorgete in commissione è tardi per correggere il bando.
Cinque pagine scritte per chi compra
La Raccomandazione ITU-T L.1304, Procurement criteria for sustainable data centres, edizione 12/2020, prima edizione, è stata approvata il 14 dicembre 2020 dallo Study Group 5. A catalogo risulta In force, con un solo componente in vigore, ed è liberamente scaricabile in inglese. Cinque pagine di testo.
È una rarità: la serie L parla di solito a chi progetta o gestisce, questa a chi compra. La clausola 1: «This Recommendation aims to support public authorities in purchasing data centre related solution while taking in consideration a set of sustainable criteria» — sostenere le autorità pubbliche nell’acquisto di soluzioni per centri dati tenendo conto di una serie di criteri di sostenibilità. Una stazione appaltante che nel catalogo dei criteri ambientali minimi non trova la propria categoria la prende volentieri come appiglio.
La clausola che spiega come leggerla è vuota
Clausola 5, Conventions, per esteso: «None.» Nessuna convenzione dichiarata, quindi nessuna definizione interna della forza dei verbi. E il verbo dominante non è né shall né should: è needs to, che nel vocabolario normativo non vincola niente. Le soluzioni prefabbricate «need to be considered», il recupero del calore di scarto «need be considered»: indicazioni di buon senso, non obblighi, e trasferite in capitolato non danno nulla da contestare.
Le prescrizioni scritte con shall — l’unica parola che il preambolo ITU-T riconosce come espressione di un requisito — sono tre, e sono l’unica parte copiabile senza riscriverla.
La cifra unica, e quello che le manca
La prima si verifica a vista: «Data centre shall be realized by IT module with containment of hot or cold air» — con moduli IT a contenimento dell’aria calda o fredda. O il corridoio è confinato o non lo è.
La seconda contiene l’unica cifra di prestazione dell’intero documento: «UPS system efficiency shall be > of 96%» — l’efficienza del sistema UPS deve essere > del 96%.
Il rendimento di un gruppo di continuità non è un numero solo: cambia con la frazione di carico e con la modalità di funzionamento, ed è per questo che i metodi di prova fissano punti di carico. Qui non ce n’è nessuno, non c’è la modalità, non c’è la norma di misura: chi copia quella riga riceverà il valore dichiarato nel punto di lavoro più comodo per chi lo dichiara. Le tre righe che mancano: i punti di carico in percentuale del nominale, la modalità in cui il valore va rispettato, la norma di prova con la sua edizione.
La parola che rende le offerte non confrontabili
La terza prescrizione ammette due cose in due righe: «Currently, there are no standardized reference values for equipment energy consumption. The declared energy efficient of the different equipment shall be measured in line with [ETSI EN 303 470] or [ISO/IEC 21836] for server or [ITU-T L.1310] for telecommunication equipment» — non esistono valori di riferimento normalizzati per il consumo degli apparati; l’efficienza dichiarata deve essere misurata secondo….
Prima: nessun valore di riferimento esiste, quindi la soglia la scrivete voi o non c’è. Seconda: quell’or. Per un server valgono due metodi alternativi — la ETSI EN 303 470 V1.1.1, pubblicata il 14 marzo 2019 e liberamente scaricabile, e la ISO/IEC 21836:2020, edizione 1.0, pubblicata il 25 agosto 2020, a catalogo Published, a pagamento e non letta — senza obbligo di dichiarare quale si sia usato. In gara è il difetto peggiore: non rende le offerte sbagliate, le rende incomparabili. Un bando ne sceglie uno, con versione e data, e chiede il rapporto di prova.
Il criterio scritto meglio rinvia a una classe che non esiste più
Il criterio più solido è quello sulla temperatura di esercizio: «Active equipment needs to be selected with an operating temperature in line with class 3.1 of [ETSI 300 019-1-3]». Una norma, una classe, un intervallo: sembra esigibile.
Solo che dal 13 maggio 2026, nell’edizione V3.1.1 di quella norma, la classe 3.1 non esiste più: le classi sono passate da sei a tre e la sala dati sta nella 3.10, con gli stessi valori e un altro numero. Un capitolato che oggi chiede la classe 3.1 senza dichiarare l’edizione chiede una classe che l’edizione in vigore non contiene: nessuno può esserne inadempiente, perché non c’è niente a cui adempiere.
Non è un caso isolato: dei dodici riferimenti normativi della clausola 2, cinque puntano a edizioni oggi superate — oltre alla ETSI EN 300 019-1-3, la ITU-T L.1023 (in vigore la 08/23, con un titolo diverso), la L.1310 (09/24), la L.1410 (11/24) e la ETSI TS 103 586. In capitolato il rinvio si scrive sempre con l’anno, e l’anno non è quello stampato nella raccomandazione.
Il documento che vi serve sta in bibliografia
In bibliografia — fuori dai riferimenti normativi — la L.1304 cita una voce sola che riguardi davvero una gara: i criteri europei di acquisto verde per centri dati, sale server e servizi cloud, SWD(2020) 55 final dell’11 marzo 2020. È uscito nove mesi prima della raccomandazione, che lo cita senza recepirlo.
Lì c’è quello che qui manca. Criteri di selezione, specifiche tecniche, criteri premianti e clausole di esecuzione, e per ciascuno il metodo di prova e il mezzo di verifica; l’introduzione dichiara che possono entrare nei documenti di gara «with minimal editing» — con modifiche minime. Il paragrafo 1.3 dice perché: «In this way it can be ensured that the performance claims provided by the tenderers are verifiable, repeatable, auditable and above all comparable» — così le prestazioni dichiarate dai concorrenti risultano verificabili, ripetibili, controllabili e soprattutto confrontabili. E scandisce quando pretenderla: autodichiarazione in offerta, rapporto di prova al primo in graduatoria, misura in esercizio con penali durante il contratto.
Quello che non sappiamo
- Quanto vale davvero il 96 %. Senza punto di carico, modalità e metodo la cifra non è verificabile, e non sappiamo che cosa intendesse chi l’ha scritta.
- Il contenuto delle norme a pagamento. Della ISO/IEC 21836:2020 e della ISO/IEC TS 22237-1:2018, richiamata per le classi di affidabilità, riportiamo solo i dati di catalogo. Che la seconda sia stata sostituita da un’edizione 2021 risulta da rivenditori, non da catalogo primario.
- Se qualcuno la usi. Non abbiamo trovato documenti di gara italiani che la richiamino.
- Revisioni in corso. Il gruppo di prodotto europeo è fermo all’edizione 2020 e la raccomandazione non ha emendamenti né corrigendum a catalogo: se siano in revisione, non lo sappiamo.
Il punto
Un criterio ambientale protegge solo nella misura in cui qualcuno può smentirlo con una misura. Nei capitolati di conformità che consegniamo ogni criterio arriva con le sue righe — valore, metodo con edizione e anno, punto e condizione di misura, mezzo di prova — e si verifica in accettazione, con verbale e documentazione consegnati insieme al lavoro. Sull’altro asse, i documenti che quel criterio genera — rapporti di prova, dati di targa, letture di carico dell’UPS, temperature di sala, misure di collaudo — oggi stanno in un archivio che nessuno riapre. Da noi confluiscono in una mappa unica del sito e della rete, dove un’AI segnala l’edizione richiamata che è stata sostituita e il valore dichiarato che in esercizio sta derivando, e una squadra nostra interviene prima della verifica successiva. Dove serve un’AI su quei dati, gira nel perimetro del cliente, on-premise o in cloud dedicato con data center in Italia, insieme a CSIDIA, l’altra società del gruppo.
State scrivendo i criteri ambientali di una gara per un centro dati, o dovete accettare una fornitura che li dichiara rispettati? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e un criterio si scrive perché regga in contraddittorio.