Note operative Tecnica

Nuovi bollini AGCOM: chi può scrivere fibra, e chi prende il blu

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Due bandiere di segnalazione marittima issate su un pennone contro il cielo
Ogni bandiera dice una cosa precisa. Il codice lo ha scritto qualcun altro.

Vendete la stessa offerta su due civici: su uno la fibra entra in casa, sull’altro si ferma all’armadio di strada. Entro il 12 febbraio 2027 quella differenza decide il colore del bollino che stampate sulla pubblicità, e a deciderlo è il civico peggiore, non il migliore. Se il confine fra le due zone non lo sapete disegnare su una mappa, non state scegliendo un colore: lo state indovinando.

Che cosa è stato adottato, e quando scatta

Il 29 luglio 2026 il Consiglio dell’AGCOM ha adottato la delibera n. 207/26/CONS, «Modifiche e integrazioni alla delibera n. 292/18/CONS», pubblicata il 12 agosto. È l’atto finale del procedimento aperto il 19 novembre 2025 con la delibera n. 285/25/CONS. L’articolo 2 concede sei mesi dalla pubblicazione per attuarne le disposizioni — il 12 febbraio 2027 — e istituisce un tavolo tecnico di monitoraggio con operatori fissi, FWA e satellitari e associazioni dei consumatori. Il termine per impugnare davanti al TAR del Lazio, sessanta giorni dalla pubblicazione, scade l’11 ottobre 2026.

Le denominazioni non sono slogan, sono definizioni di rete

La 292/18/CONS non disciplina la pubblicità in generale: definisce, articolo per articolo, dove si ferma la fibra. FTTH è fibra per tutta la tratta, dall’ODF di centrale al punto terminale su cui si attesta l’ONT. FTTB si ferma alla base dell’edificio e usa rame all’interno. FTTN si ferma a un nodo intermedio — se è l’armadio ripartilinea si chiama FTTC — e prosegue in rame. FTTE è rame per tutto, dal permutatore di centrale all’abitazione. FWA è fibra o altro backhauling fino alla stazione radio base, poi radio.

Da queste cinque definizioni discende tutto il resto, con una regola che conviene rileggere due volte: il bollino segue l’architettura dentro la copertura commerciale dell’offerta, «nonché parzialmente anche FTTH, in funzione della relativa copertura geografica». Un’offerta venduta su un perimetro misto prende il bollino del misto anche sui civici dove la fibra arriva in casa: il colore non descrive la singola linea, descrive il peggio di ciò che avete dentro quel perimetro.

I quattro colori, dopo la modifica

Il verde, sigla F sottotitolata fibra (Pantone 361), resta riservato a FTTH e FTTB. Il giallo (Pantone 137) è il misto, e qui cambiano sia le parole sia le sigle: le diciture diventano «misto fibra-rame» e «misto fibra - radio», e per il radio la sigla non è più R o FR ma FWA, perché secondo l’Autorità la vecchia R «è confondibile con l’iniziale di “Rame”». Il rosso (Pantone 192) resta per il rame e per l’FWA che non regge la banda ultralarga: la parola fibra non si può usare se il servizio è offerto, «anche parzialmente», su architetture fuori dal verde e dal giallo — in particolare su rete FTTE. La soglia fra rosso e giallo, per l’FWA, è ora scritta come offerte «con velocità garantite di picco per cliente superiori o pari a 30 Mbps»: non una velocità di listino, una velocità garantita.

Il quarto colore è nuovo. Blu, Pantone 2132, dicitura FWA sottotitolata «misto fibra-radio VHCN».

Il bollino blu ha un prezzo, e non è di stampa

Il blu non si prende dichiarando 5G. Si prende rispettando il Criterio 3 delle Linee guida BEREC sulle reti ad altissima capacità, BoR (25) 182 del 4 dicembre 2025 — e il Criterio 3 è quello delle reti fisse, non quello delle reti senza filo. I numeri sono questi: almeno 1000 Mbps in downlink, almeno 200 Mbps in uplink, tasso di errore dei pacchetti IP non superiore a 0,05%, perdita di pacchetti non superiore a 0,0025%, ritardo di andata e ritorno non superiore a 10 ms, variazione del ritardo non superiore a 2 ms, disponibilità del servizio IP almeno pari al 99,9% all’anno. Per confronto il Criterio 4, quello delle connessioni senza filo, si ferma a 350 e 50 Mbps e a 18 ms: chi vuole il blu su una rete radio accetta di essere misurato con il metro della fibra.

Tre precisazioni decidono se quel metro lo reggete. La prima: conta la capacità, non il listino, perché «it is neither necessary that the network actually offers such a service nor that all services provided by the network have to meet the performance thresholds 1», e l’autorità nazionale può chiedere un servizio di prova implementato in rete. La seconda: la verifica si fa per sotto-aree — un edificio, un gruppo di case, l’area di un nodo di accesso — e qualifica la porzione di rete che copre la sotto-area conforme, non la rete in blocco. La terza: il punto di misura è dove la linea d’utente termina nell’abitazione, «not including limitations from the customer premises equipment»: il router del cliente non toglie né aggiunge nulla al giudizio.

Poi c’è la condizione aggiunta dall’Autorità, e non è tecnica. Il blu si usa «solo nel caso in cui non siano imposti limiti contrattuali, in termini di limitazione della velocità, tali da rendere le prestazioni dell’offerta inferiori a quelle ottenibili dalla infrastruttura utilizzata». Una rete che regge il Giga e un’offerta tagliata a 300 Mbps non fanno un bollino blu.

Sui canali mirati one-to-one — siti, pagine di contrattazione, customer care — accanto alle informazioni dell’articolo 7 va ora pubblicato un link alla pagina di trasparenza tecnica prevista dall’articolo 5, comma 6, dell’allegato A alla delibera n. 156/23/CONS: la sezione che quel regolamento vuole «accessibile con un solo pulsante dalla home page» e che riporta, offerta per offerta, velocità minime, massime e normalmente disponibili, ritardo massimo e tasso massimo di perdita dei pacchetti. Dal 12 febbraio 2027 il colore e i numeri stanno nella stessa schermata dove va già l’elenco delle tecnologie disponibili al civico. Se il bollino è blu e la scheda dichiara 300 Mbps, la contraddizione la vede chiunque.

Nella delibera non c’è una riga sulle sanzioni. La frase che dà i denti a tutto questo sta nella norma che ordinò all’Autorità di fissare le denominazioni: l’articolo 19-quindecies, comma 3, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, che qualifica come «pratica commerciale scorretta» «ogni comunicazione al pubblico dell’offerta di servizi di comunicazione elettronica che non rispetti le caratteristiche tecniche definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni».

Quello che non sappiamo

La delibera non fissa un protocollo di misura, una periodicità né un soggetto verificatore per il Criterio 3, e non dice che cosa accade a un’offerta già lanciata se la sotto-area smette di rispettare le soglie. Il tavolo tecnico dell’articolo 2 non ha, a oggi, un calendario o esiti pubblicati. Il bollino blu, per come è scritto, riguarda le offerte FWA: i satellitari siedono al tavolo, ma il dispositivo non li nomina. E la qualificazione del 2017 come pratica commerciale scorretta fu scritta dentro l’articolo 71 del codice delle comunicazioni elettroniche nella numerazione del 2003; il codice è stato riscritto nel 2021 e l’articolo che ne ha preso il posto, il 98-quindecies, non la riporta. Dove viva oggi quella frase è una domanda da porre, non un rischio da escludere.

Il punto.

Sono due lavori diversi e vanno fatti tutti e due. Il primo è contrattuale: la regola di attribuzione del bollino diventa una clausola del capitolato del sistema di vendita — quale architettura serve quale perimetro, quale soglia separa giallo e rosso, quali misure sostengono il blu — con una verifica in accettazione che parte da una schermata pubblicitaria e risale al tratto di rete che la giustifica, collaudo e documentazione consegnati insieme. Il secondo è di governo del dato: as-built, tracce a catasto, misure, allarmi e perimetri commerciali smettono di essere archivi separati e diventano una mappa unica della rete, dove che colore ha questo civico oggi è un’interrogazione e non una settimana di telefonate. Dove serve un’AI per tenerla aggiornata e per spiegare perché una sotto-area è uscita dalle soglie, gira nel vostro perimetro — on-premise o cloud dedicato con data center in Italia — insieme a CSIDIA, l’altra società del gruppo. Squadre nostre, senza subappalto.

Dovete decidere che colore ha davvero la vostra rete, civico per civico? Parlatene con un tecnico: mezz’ora per capire dove si rompe la catena.

Fonti