Il cavo l’ha morso un roditore? La norma dice come riconoscerlo, non quanto deve resistere
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Un cavo interrato smette di trasmettere in un punto preciso, lontano da giunti e da curve. Aperto lo scavo, la guaina non è schiacciata né tagliata di netto: ha un foro irregolare, con i bordi scheggiati verso l’interno. Qualcosa l’ha attaccata dal di fuori. Prima ancora di sapere quale animale sia stato, la domanda che conta è un’altra: quella tratta, posata in quella zona, era stata protetta per questo? E se sì, dove sta scritto?
Una raccomandazione rinumerata, non riscritta
La norma che tratta l’argomento è la ITU-T L.161, testo di ottobre 2000, ancora «in force»: la pagina ufficiale ITU precisa «Former ITU-T L.46 renumbered as ITU-T L.161 on 2016-02-15 without further modification and without being republished» — ex ITU-T L.46, rinumerata come L.161 il 15 febbraio 2016, senza modifiche né nuova pubblicazione. Stesso contenuto di venticinque anni fa, sigla diversa.
Lo Scope è una riga: «There is evidence that the outside of the plant can be damaged from biological attack» — ci sono prove che l’esterno degli impianti può essere danneggiato da attacchi biologici. La Clausola 2 elenca i responsabili in un elenco puntato: «mammals, squirrels, mice, rats, moles, gophers and other rodents», «birds like woodpeckers and cockatoos», «insects such as termites, ants, beetles, wasps and caterpillars», «micro-organisms like bacteria, fungus and/or moulds». Quattro famiglie, non solo il roditore a cui si pensa per primo.
Il morso si legge come un’impronta
La parte più operativa è la Clausola 3, che descrive il danno come una firma: «Vertical chiselling of incisors on the edge of irregular holes is typical of the damage caused by rodents» — scalpellature verticali degli incisivi sul bordo di fori irregolari, tipiche dei roditori; le talpe lasciano invece fori sferici lisci. Termiti e formiche producono un segno diverso: «Irregular holes that may extend over the whole circumference, looking as though the sheath has been peeled off, are typical of termites and ants» — fori che arrivano a girare intorno alla guaina, come se fosse stata sbucciata. E lasciano una traccia chimica: «Ants and termites can give off an acidic secretion that is corrosive to lead» — una secrezione acida corrosiva per il piombo, utile a distinguerle da un roditore anche mesi dopo. Coleotteri e larve scavano fori circolari; i microrganismi non forano, degradano — cellulosa e polimeri elasticizzati che perdono resistenza senza lasciare un foro da mostrare.
Le contromisure: dove posare, cosa sigillare, che guaina scegliere
La Clausola 4 divide la protezione in quattro leve. La prima è la posizione: la Tabella 1 elenca ambienti a rischio — vivai con insetti, alberi vecchi e coleotteri dell’ulivo, legno marcescente e larve, radici in decomposizione e termiti, terreno saturo d’acqua e batteri — da evitare già in progetto, dove possibile. La seconda è l’eliminazione chimica del parassita, con l’avvertenza di maneggiare i prodotti secondo scheda di sicurezza. La terza è la barriera fisica, Tabella 2: reti metalliche sul cavo per gli scoiattoli, guardie in ferro zincato dove il cavo emerge dal terreno e, punto che tocca ogni pozzetto, «Tightening of fittings in junction boxes, blocking with epoxy resin casting in small boxes» contro formiche, insetti e coleotteri — la tenuta delle muffole di giunzione non è solo una questione d’acqua.
La quarta leva è la costruzione del cavo, Tabella 3: armatura in filo d’acciaio, vetroresina o aramide contro scoiattoli e roditori; guaina in poliammide contro formiche e termiti; nastro elicoidale d’acciaio o ottone contro picchi e termiti insieme. Due avvertenze tecniche: «Aluminium tape offers limited protection, especially thin foil (e.g. 0.1 mm) that is easy to penetrate» — il nastro d’alluminio sottile protegge poco — e «Cables with steel armouring and/or dielectrical armouring such as fibreglass do not suffer any damage of this type as long as the armour is intact» — l’armatura protegge finché resta integra; una giunzione imperfetta la interrompe, e da lì rientra il rischio.
L’Italia è già in una tabella, in appendice
L’Appendice II raccoglie esperienze nazionali — materiale illustrativo, non prescrittivo — da più paesi. Per l’Italia c’è una sola riga, Tabella II.2: luogo D (cavi in condotto), tutte le stagioni, causa mammiferi, «Rats», danno «Bite», periodo «1993 to 1995», contromisura «None». Un morso di roditore ripetuto per due anni, senza contromisura registrata. È la stessa casella vuota che la ITU-T L.101 lascia scritta «as agreed, see 6.4» per la resistenza a roditori e insetti: quella raccomandazione fissa un numero per schiacciamento e urto, e rimanda a questa — la L.161 — per il resto. Lette insieme dicono la stessa cosa da lati opposti: una identifica l’attacco, l’altra chiede una soglia. Nessuna delle due la scrive per voi.
Il dato sta in sei posti, non in uno
Chi deve rispondere sì, era protetto, ed ecco come normalmente non ce la fa con un solo documento:
- La scheda tecnica del cavo posato — tipo di guaina e di armatura dichiarati, spesso nell’archivio prodotti e non in quello di rete.
- Il progetto di posa e l’as-built — in che ambiente corre davvero la tratta: vicino a radici, in terreno agricolo, in area allagabile.
- Il verbale di collaudo — misura schiacciamento e urto secondo la L.101, non un attacco biologico: nessun test lo prevede.
- I verbali di apertura di muffole e camerette — tenuta e sigillatura dei passaggi, la barriera reale contro gli insetti.
- Il registro di manutenzione — segnalazioni di morsi o gallerie pregresse sulla stessa tratta, quando qualcuno le ha scritte.
- Il contratto, con il fornitore del cavo o con chi tiene la rete in esercizio — l’accordo scritto che la L.101 chiede per roditori e insetti, spesso mai firmato.
Cosa scrivere in capitolato.
- Ambiente di posa classificato per iscritto, secondo le categorie della Tabella 1/L.161 — non un generico «interrato».
- Tipo di armatura e di guaina dichiarato per nome, coerente col rischio classificato — non lasciato al listino del fornitore.
- Barriere fisiche specificate dove servono: reti, guardie, sigillatura delle muffole — voce a sé, non sottintesa nell’«IP68».
- Accordo scritto su roditori e insetti, come richiede la clausola 6.4 della L.101, con metodo di verifica concordato — non un rimando che rimanda ancora.
- Registro degli eventi biologici per tratta, aggiornato a ogni intervento, non solo al primo guasto.
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Quello che non sappiamo
La ITU-T L.161, a differenza della L.101, non contiene la formula esplicita sulla natura volontaria della conformità: non l’abbiamo trovata in questo testo, e non affermiamo che manchi altrove nel corpus ITU-T. Le due appendici non recano la dicitura «does not form an integral part of this Recommendation» che troviamo in raccomandazioni più recenti della stessa serie: le trattiamo comunque come materiale descrittivo, per coerenza con l’uso della serie L. Non affermiamo né escludiamo l’esistenza di un obbligo italiano sulla protezione antiroditore delle reti interrate: non lo abbiamo verificato su fonte primaria nazionale.
I due assi, su questo tema
Primo asse: l’ambiente di posa classificato, l’armatura dichiarata, l’accordo scritto su roditori e insetti diventano righe di capitolato con un responsabile e una data — e in accettazione si verifica che il documento esista, non che qualcuno l’abbia promesso a voce.
Secondo asse: la scheda del cavo, l’as-built, il verbale di collaudo, i verbali di apertura delle muffole e il registro di manutenzione smettono di essere fascicoli separati e diventano, con CSIDIA, l’altra società del gruppo, una mappa unica della rete. Su un attacco biologico che non lascia segni in superficie, la diagnosi utile è il confronto fra segnalazioni successive riferite allo stesso identificativo di tratta: un morso isolato è un evento, tre morsi nello stesso punto in tre anni sono un ambiente che andava classificato diversamente. Un’AI fa la diagnosi su questo confronto, la squadra chiude il guasto — nel perimetro del cliente, on-premise su macchine autonome oppure cloud dedicato con data center in Italia, sempre con gestione condivisa.
Dal sopralluogo, senza costi, esce l’elenco delle vostre tratte interrate con, per ciascuna, l’ambiente classificato, il tipo di armatura, l’eventuale accordo scritto su roditori e insetti e dove sta scritto — comprese le caselle vuote, a partire da quella tratta morsa che avete già in mente: chi aveva deciso la protezione, e con quale prova?