Otto perimetri nuovi in Tirreno: come si verifica se la rotta li attraversa
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Il tracciato di una posa sottomarina si congela mesi prima della nave: rotta scelta, survey fatto, capitolato scritto. Se il vostro passa per il Tirreno, il Mar Ligure o i mari attorno alla Sardegna, da ieri ci sono otto perimetri in più che può attraversare. Per saperlo non basta aprire un file: i poligoni vanno ricostruiti a mano, da due colonne di numeri.
E il metro con cui quel progetto sarà giudicato dentro quei perimetri non c’è ancora: arriverà con un decreto successivo, senza data.
Che cosa è comparso, e dove
Il decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica 1° settembre 2026, nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre, istituisce all’articolo 1 sei SIC e due ZPS: «sono istituiti, quali Siti di importanza comunitaria (SIC) e Zone di protezione speciale (ZPS), i seguenti siti insistenti nella Zona di protezione ecologica (ZPE) del Mediterraneo nord-occidentale, del Mar Ligure e del Mar Tirreno».
I SIC: IT0000003 Banco di Santa Lucia, 5.894 ha; IT0000004 Complesso dei monti sottomarini Ulisse-Doria-Janua, 112.656; IT0000005 Parte Nord del monte sottomarino delle Baronie, 62.286; IT0000006 Complesso dei monti sottomarini Sisifo-Tiro-Enarete, 72.436; IT0000007 Dorsale sottomarina di Paola, 105.100; IT0000008 Tirreno centrale per tutela di Caretta caretta, 3.620.268. Le ZPS: IT0000009 Mare Sinis Iglesiente, 177.425; IT0000010 Mare Nurra, 713.896. Totale 4.869.961 ettari, quasi 48.700 chilometri quadrati. Con i due seamount Vercelli e Palinuro, del 2023, i siti oltre le acque territoriali salgono a dieci.
Il perimetro è una lista di vertici
Per ogni sito la formula è la stessa: è delimitato «dalla congiungente i seguenti punti, con coordinate UTM, riportati nella rielaborazione grafica allegata al presente decreto, del quale costituisce parte integrante». Da quattro a dieci punti per sito, due colonne, mE e mN.
Prima trappola: il fuso non è lo stesso per tutti. Sette siti sono in UTM WGS84 fuso 32N (EPSG: 32632), la Dorsale sottomarina di Paola è in fuso 33N (EPSG: 32633). Chi imposta il sistema una volta sola sposta quel poligono di centinaia di chilometri.
Seconda trappola: due siti hanno coordinate est fuori banda. Sisifo-Tiro-Enarete arriva a 941.789 mE in fuso 32N, il Tirreno centrale a 908.090. Il nostro conto: un valore simile colloca il punto oltre 440 chilometri a est del meridiano centrale del fuso 32, oltre il bordo orientale della banda nominale, che si chiude a 12 gradi est. La trasformazione resta definita e un GIS la esegue; ma un convertitore che deduca il fuso dal valore, o lo validi contro i limiti di banda, restituisce un punto in un altro mare senza segnalare nulla.
La congiungente non basta: lo abbiamo verificato
Abbiamo ricalcolato l’area di ogni poligono dai vertici pubblicati. Per sette siti su otto coincide con la superficie dichiarata entro qualche centesimo di punto percentuale. Per la ZPS Mare Nurra no: unendo i sei punti della Gazzetta si ottengono circa 731.000 ettari contro i 713.896 dichiarati, oltre 17.000 ettari e il 2,5 per cento in più.
La risposta è nella cartografia pubblicata dal Ministero per la consultazione: la mappa di Mare Nurra riporta otto vertici, non sei, e il lato orientale non è una corda fra due punti — segue il limite delle dodici miglia delle acque territoriali, che è una curva. La nostra lettura: dove il sito confina con il limite esterno del mare territoriale, l’elenco dei vertici non ricostruisce il perimetro. Serve l’allegato grafico, quello che il decreto chiama parte integrante.
Dove sta l’allegato
L’avvertenza in coda dice che «Il presente decreto sarà consultabile, unitamente ai relativi allegati, sul sito internet del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica», e il comma 10 dell’articolo 1 aggiunge che «I formulari standard e le cartografie in formato shape file […] sono pubblicati sul sito internet del Ministero».
Al momento in cui scriviamo quella sezione contiene ancora soltanto i due siti del 2023, ultimo aggiornamento 24 dicembre 2024. Le sole mappe scaricabili restano quelle della consultazione pubblica chiusa il 31 gennaio 2025: scala 1:1.500.000 e 1:3.000.000, superfici diverse da quelle decretate (Baronie 63.112 contro 62.286; Tirreno centrale 3.640.633 contro 3.620.268) e, per IT0000009, un nome diverso — Mare Bosa Iglesiente, diventato Mare Sinis Iglesiente nel decreto. Chi verifica un tracciato oggi sta confrontando la rotta con una versione che non è quella in vigore.
Il metro arriva dopo. L’obbligo no
L’articolo 2 rinvia: «Con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, sentiti il Ministero dell’agricoltura […] e il Ministero della difesa, da adottare entro i termini previsti dagli articoli 3 e 6 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, sono individuati» gli obiettivi e le misure di conservazione, generali e sito-specifiche.
Li abbiamo letti. L’articolo 3, comma 2, del DPR 357/1997 fissa la designazione come ZSC «entro il termine massimo di sei anni, dalla definizione, da parte della Commissione europea dell’elenco dei siti». L’articolo 6 non contiene alcun termine: dice che «Gli obblighi derivanti dagli articoli 4 e 5 si applicano anche alle zone di protezione speciale». Quindi il rinvio non dà una data: dà un orologio che parte a Bruxelles — l’articolo 4 del decreto prevede proprio la trasmissione di mappe e formulari alla Commissione — e che al massimo dura sei anni. I sei mesi per le misure stanno nell’articolo 4, che il decreto non richiama.
Nel frattempo l’articolo 5, valutazione di incidenza, vale da subito. Comma 3: «I proponenti di interventi non direttamente connessi e necessari al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti nel sito, ma che possono avere incidenze significative sul sito stesso, singolarmente o congiuntamente ad altri interventi, presentano, ai fini della valutazione di incidenza, uno studio» redatto secondo l’allegato G. Comma 4: per i progetti già soggetti a VIA la valutazione di incidenza «è ricompresa nell’ambito della predetta procedura». Comma 6: l’autorità verifica «entro sessanta giorni dal ricevimento dello studio» e può chiedere «una sola volta integrazioni dello stesso»; se le chiede, «il termine per la valutazione di incidenza decorre nuovamente dalla data in cui le integrazioni pervengono alle autorità medesime».
Due cose non le sappiamo. L’articolo 5 lascia alle regioni, «per quanto di propria competenza», l’individuazione delle autorità che verificano lo studio: nella ZPE, oltre il mare territoriale, regione non ce n’è. Il decreto affida la gestione al MASE - Direzione generale tutela della biodiversità e del mare, con supporto tecnico-scientifico di ISPRA, e vuole la vigilanza «svolta dalle autorità competenti in conformità alle disposizioni nazionali vigenti», senza nominare l’autorità della valutazione di incidenza. E se una data opera sottomarina in ZPE rientri fra quelle soggette a VIA è questione a sé, che il decreto non risolve. Sono domande da porre prima della progettazione esecutiva, non dopo. Chi posa o ripara cavi sottomarini le somma al preavviso di quindici giorni dovuto per i lavori a quaranta metri o più.
I due assi, applicati
Primo asse. Il confronto fra tracciato e perimetri ufficiali diventa una clausola del capitolato e un punto di verifica in accettazione: quale fonte, quale versione, scaricata quando, con quale sistema di riferimento per ciascun sito e come si trattano i tratti che seguono il limite delle acque territoriali. Il verbale si consegna insieme al progetto, non si ricostruisce a posteriori.
Secondo asse. Tracciato, survey, as-built, quote e perimetri vincolanti smettono di essere file sparsi fra nave e archivio e diventano una mappa unica della rete, su cui un’AI fa la diagnosi e una squadra chiude il guasto: quando un perimetro cambia o un allegato esce, la domanda quali tratte tocca ha una risposta in minuti, non una campagna di verifica. Dove serve l’AI sui dati della rete gira nel perimetro del cliente — on-premise o cloud dedicato con data center in Italia — insieme a CSIDIA, l’altra società del gruppo. Squadre nostre, senza subappalto.
Avete una rotta in Tirreno, in Mar Ligure o attorno alla Sardegna e un capitolato che non nomina questi otto codici? Parlatene con un tecnico: il confronto fra tracciato e perimetri si fa prima del progetto esecutivo, e si scrive nel capitolato.