Intensità di carbonio della rete: chi sceglie il fattore di emissione sceglie il numero
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Nelle due offerte sul tavolo compare la stessa riga: intensità di carbonio della rete, in chilogrammi di CO2 equivalente per terabyte trasportato. Una dichiara 12, l’altra 4. Assegnate il punteggio ambientale alla seconda e chiudete la gara. Avete appena premiato la scelta di un archivio statistico, non una rete più pulita: le due cifre escono dalla stessa formula, misurano reti confrontabili, e nessuna è falsa.
Un indicatore, due misure e un coefficiente
La Raccomandazione ITU-T L.1333, Carbon data intensity for network energy performance monitoring, edizione 09/2022, prima e unica, approvata dallo Study Group 5 il 22 settembre 2022 e a catalogo In force, definisce quel numero: network carbon intensity energy, sigla NCIe, liberamente scaricabile in inglese.
L’equazione (8-1) lo esprime in kgCO2e/TB — al numeratore «Total Carbon Emission of network operation», al denominatore «Total Data traffic» — con il TB che in nota vale 2⁴⁰ byte, non 10¹². La (8-2) apre il numeratore: l’NCIe è l’energia totale divisa per il traffico e moltiplicata per EF, il fattore di emissione, in kg CO2e/kWh; in forma disaggregata, Σ(Ej × EFj) diviso Σ(traffico dati j), sito per sito. La (8-3) scompone l’energia secondo le sorgenti del punto 6: elettricità di rete, energia di riserva (diesel o altro, anche pannelli solari) ed energia prodotta in loco non di riserva.
Due ingressi su tre li misurate voi: i kilowattora dai contatori o dal monitoraggio degli apparati, i terabyte al punto di aggregazione dell’interfaccia utente. Il terzo non si misura: si prende da qualche parte, e il risultato gli è proporzionale.
Undici obblighi, sette sul fattore
Nel corpo si contano undici shall normativi; il dodicesimo sta nel FOREWORD, dove la parola è solo nominata per spiegarne il senso. Stanno nei punti 8, 8.1, 9 e 9.2, e sette degli undici riguardano il fattore di emissione: due al punto 8, cinque all’8.1. I quattro should stanno tutti insieme, nell’elenco di requisiti del punto 6. Nelle clausole operative non compare un solo may: gli otto del documento stanno nel FOREWORD, nelle note su proprietà intellettuale e copyright, nell’introduzione e in una definizione della L.1330. I due must sono la formula del FOREWORD e una frase dell’introduzione.
Undici obblighi e nessuna facoltà dichiarata: la scelta che sposta il numero sta dentro un obbligo.
Le fonti ci sono, la gerarchia no
Il punto 8, subito dopo l’equazione (8-2): «In line with [ITU-T L.1450], the EF shall be sourced from recognized public sources and shall consider energy supply chain and distribution losses. Different emissions factors apply for different energy supplies such as grid electricity and local sources such as diesel and solar.» — in linea con la ITU-T L.1450, l’EF deve provenire da fonti pubbliche riconosciute e deve tenere conto della catena di fornitura dell’energia e delle perdite di distribuzione. Fattori di emissione diversi si applicano a forniture diverse, come l’elettricità di rete e sorgenti locali quali diesel e solare.
Gli archivi il punto 8.1 li nomina: «EFj shall be derived from existing national statistical data available in the country where the network is located or from international data such as that available from the IPCC, IEA or others» — l’EFj deve essere ricavato dai dati statistici nazionali esistenti disponibili nel Paese in cui si trova la rete, oppure da dati internazionali come quelli disponibili presso IPCC, IEA o altri.
Due istituzioni intergovernative, più un rinvio aperto: la parola che regge la frase è or, e l’elenco finisce con or others. Il dato nazionale e quello internazionale sullo stesso Paese, nello stesso anno, non coincidono; fra i due il documento non stabilisce una preferenza, né definisce che cosa renda riconosciuta una fonte.
Due metodi obbligatori, un solo posto nella formula
Il punto 8.1 raddoppia. Se chi possiede la rete compra elettricità rinnovabile, «the emission factor shall be referred to as market-based for this share of EF» — per questa quota di EF il fattore deve essere quello basato sul mercato — chiedendo i valori specifici a chi vende l’energia. Poi: «It is necessary to calculate emissions according to both location-based and market-based methods, in line with the [b-GHG protocol]» — è necessario calcolare le emissioni con entrambi i metodi, quello basato sulla località e quello basato sul mercato.
Entrambi. Ma l’equazione (8-2) ha un solo EF, e l’indicatore che finisce in un’offerta è un numero solo: quale dei due sia l’NCIe da dichiarare, nel documento non è scritto. Per chi ha contratti pluriennali di acquisto di rinnovabile la distanza fra i due non è un arrotondamento: è la differenza fra dichiarare il mix del Paese e dichiarare il proprio contratto.
Chiude il punto una disposizione secca: «In the case of renewable energy produced locally on site, the related EF shall be equal to zero considering that losses in power distribution are negligible» — nel caso di energia rinnovabile prodotta in loco, il relativo EF deve essere pari a zero, considerato che le perdite in distribuzione sono trascurabili. Zero per disposizione, con una motivazione che riguarda le sole perdite. La catena di fornitura, imposta dal punto 8 per le altre sorgenti, in questa riga non torna.
Il periodo è fissato, il perimetro si nomina per sottrazione
Sul tempo il testo non lascia margine: punto 9, «The time duration of the measurement shall be one year (365 days)». Un mese (30 giorni) e una settimana (7) sono ammessi solo «for their internal consideration», per l’uso interno del titolare della rete. La definizione 3.2.1 parla invece di «a defined period of normal operation»: vale la clausola.
Sul perimetro il documento dice poco: in diciotto pagine non compaiono né boundary né reporting period. Gli scope 1, 2 e 3 ricorrono due volte ciascuno, nell’introduzione e nelle definizioni 3.1.5-3.1.7 della L.1450, ma nessuna clausola dice in quale ricada l’NCIe; il punto 7 delimita togliendo: «This Recommendation consider only network energy consumption; other sources of GHG emission such as owner maintenance activities are excluded.» Lo stesso nodo del perimetro nel conto del data center.
Che cosa è già esigibile così com’è
Tre prescrizioni si copiano in capitolato e si verificano in accettazione.
- Punto 8 — il fattore proviene da fonti pubbliche riconosciute e comprende catena di fornitura e perdite di distribuzione: al fornitore si chiede la fonte, non solo il valore.
- Punto 8.1 — il fattore di ogni sorgente deriva dai dati statistici nazionali del Paese della rete oppure da dati internazionali; per la quota di rinnovabile acquistata è market-based, con i fattori chiesti a chi vende l’energia.
- Punto 9 — la misura dura un anno, 365 giorni, e per reti fisse e di accesso il traffico si legge al livello DSLAM o OLT.
Le quattro righe che rendono confrontabili i numeri
Quale fattore di emissione, in kg CO2e/kWh, sorgente per sorgente. Da quale fonte, nominata con editore e anno di edizione. Con quale metodo — location-based o market-based — e, calcolandoli entrambi come il punto 8.1 richiede, quale fa l’NCIe dichiarato. Su quale periodo, con data di inizio e di fine. Più la clausola che tiene ferma la scelta: cambiare fonte si può, ma con allegato il ricalcolo dell’anno precedente.
Nei capitolati di conformità che consegniamo quelle righe sono clausole, verificate in accettazione una per una: la fonte dichiarata esiste ed è quella, il valore si ricostruisce dai contatori elettrici e di traffico, collaudo e documentazione arrivano insieme al lavoro. Sull’altro asse, contatori, fatture, contratti di acquisto, traffico ai punti di aggregazione e as-built smettono di essere file sparsi e diventano una mappa unica della rete: lì un’AI segnala il contatore fermo, il fattore rimasto all’edizione dell’anno scorso e la deriva che vi porta fuori dal numero dichiarato, e una squadra nostra, senza subappalto, interviene prima che la cifra finisca in un’offerta. Dove serve un’AI su quei dati, gira nel perimetro del cliente — on-premise o in cloud dedicato con data center in Italia — insieme a CSIDIA, l’altra società del gruppo.
Dovete dichiarare l’intensità di carbonio della vostra rete, o confrontare quella di due fornitori? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e il fattore si sceglie prima di scrivere il numero.
Fonti
- Raccomandazione ITU-T L.1333 — Carbon data intensity for network energy performance monitoring
- Edizione ITU-T L.1333 (09/2022) — testo integrale
- Raccomandazione ITU-T L.1450 — metodologie di valutazione dell’impatto ambientale del settore ICT
- Raccomandazione ITU-T L.1331 — assessment of mobile network energy efficiency