Note operative Tecnica

Fibra spenta: la caratterizzazione si fa prima, o non si fa più

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Superficie di calcestruzzo appena gettato e lisciato, dettaglio ravvicinato, fotografia in bianco e nero
Finché è fresco si interviene; dopo la presa, quello che non è stato misurato non si misura più.

State per firmare un contratto di fibra spenta, o per accettare una tratta appena posata da un fornitore. Nel capitolato, o nel verbale che vi hanno chiesto di controfirmare, cosa avete richiesto di misurare — e a quali numeri? Se la clausola dice «collaudo secondo lo standard» e si ferma lì, avete comprato un collaudo di cui non conoscete il livello. E il livello, su una tratta destinata a diventare fibra spenta, decide se fra tre anni avrete ancora un dato da consultare o solo un PDF firmato che non risponde alla domanda che vi faranno.

Una raccomandazione in due livelli, non una lista unica

Il riferimento è la Raccomandazione ITU-T G.650.3 (08/2017), «Test methods for installed single-mode optical fibre cable links», Study Group 15, approvata il 13 agosto 2017, edizione 3.0 (unique ID 11.1002/1000/13289; le precedenti risalgono al 2007, al 2008 e all’emendamento del 2011). Lo Scope lo dice dalla prima riga, verbatim: «This Recommendation uses a tiered approach. The first level indicates measurements that are normally carried out to commission new optical fibre cable links. The second level indicates measurements that may be carried out to satisfy service level agreements (e.g., when a dark fibre contract is signed) or to verify attributes of older links that may be used at higher bit rates or over extended wavelength ranges.»

La differenza tra i due livelli non è di finezza tecnica, è commerciale: il primo prova che la tratta funziona ed è stata posata a regola d’arte; il secondo prova che è idonea a reggere quello che ci metterete sopra in futuro, e a essere venduta come fibra spenta senza sorprese per chi la compra.

Livello 1: la tratta nuova funziona

Il § 6.1 spiega lo scopo: «proving that the components used (fibres, connectors, etc.) meet their specifications and that the installation has been carried out to a good standard of workmanship.» Segue la frase che vale il capitolato: «The criteria for newly installed optical fibre links are defined by the operating company.» La raccomandazione dice quali misure eseguire; i numeri — soglia per giunto, limite per connettore, attenuazione complessiva — li scrive il committente, anche combinando coefficiente di attenuazione, lunghezza delle tratte e numero di giunti «according to the formulas of Appendix I of [ITU-T G.652]». Un capitolato che rimanda alla G.650.3 senza numeri propri ha citato una sigla, non specificato nulla.

Prima di misurare, il § 6.1.1 mette l’ispezione delle facce dei connettori — «it is recommended that the end face of the connectors at each end of the link be inspected to ensure that they are clean and free from any damage» — e dopo la pulizia «the best practice is to re-inspect to ensure cleaning effectiveness»: si pulisce e poi si riverifica. I criteri di accettazione di difetti e graffi sono nella IEC 61300-3-35, come abbiamo già scritto a proposito dell’ispezione dei connettori.

Per l’attenuazione, il § 6.1.2 raccomanda la tecnica con sorgente e misuratore di potenza (LSPM) secondo IEC 61280-4-2, «the preferred technique for determining the total link attenuation», tipicamente a 1310 e 1550 nm, e a 1625 nm se la tratta userà la banda L. Sull’OTDR la raccomandazione avverte: «The use of OTDR can shorten the measurement time, but also has risks. […] the OTDR can, for example, miss a broken fibre near the end of the link, unless tail cords are used. It can also allow crossed-over fibres to go undetected. […] When the results of such a check are marginal, follow-up with bidirectional measurement is recommended.» Sul report e sulla scelta delle zone morte abbiamo già scritto — vedi certificazione OTDR e zone morte.

Il § 6.1.3 fissa la prassi: OTDR «in both directions on every fibre using at least two wavelengths» — 1310 e 1550 nm per fibre G.652, 1550 e 1625 nm per fibre G.655 — con «a launch lead that is long enough (typically 1 km to 2 km) […], a similar length tail lead should also be connected at the far end.» Senza bobine di quella lunghezza, i connettori alle estremità restano fuori misura.

Livello 2: la fibra idonea a essere venduta come spenta

Il § 6.2 introduce la «fibre characterization» con la frase che vale l’intero articolo: «Often it is important to carry out full fibre characterization, particularly on a dark fibre contract, because once the fibres are brought into service it may not be possible to access the fibres again to assess their suitability for further upgrades in the future.» È l’argomento decisivo per farlo prima, non dopo: chi accetta con il solo livello 1 una tratta che poi vende come fibra spenta ha comprato un collaudo che non risponde alla domanda che il proprio cliente gli farà tra qualche anno.

Il livello 2 comprende tutto il livello 1, più dispersione cromatica (CD) e dispersione modale di polarizzazione (PMD), ed estende l’attenuazione ad altre lunghezze d’onda — OTDR a 1625 nm, o attenuazione spettrale sulle bande O, E, S, C e L per il CWDM, misurata «only […] in one direction» (§ 6.2.4). Sulla PMD (§ 6.2.5): sotto i 10 Gbit/s o su tratte brevi «may not be required»; dove serve, basta «in just one direction», e su una tratta composta la PMD totale «is the square root of the sum of the squares» delle PMD individuali — somma in quadratura, non somma semplice. Sulla CD (§ 6.2.6): non essenziale a bassa velocità o su tratte brevi, ma «useful for identifying the type of fibre installed», con una nota condizionale precisa: «If the cable section is less than 40 km long to comprise an optical link used for 2.5 Gbit/s transmissions, CD does not need to be tested. This measurement is conditional with respect to the planned bit rate, transmission distance and fibre type.»

Dove non si applica, e perché è una precisazione che ci fa onore

Lo Scope delimita il campo: i metodi «are not intended for application to links that contain optical network elements, amplifiers, dispersion compensators, passive splitters or combiners». Su una tratta PON con splitter non si applica così com’è — vale sulla tratta punto-punto, non attraverso lo splitter passivo, di cui abbiamo scritto a proposito della perdita di inserzione sull’ODN.

E, come ogni raccomandazione ITU-T: «Compliance with this Recommendation is voluntary.» Acquista forza solo quando un committente la scrive per nome in capitolato, con il livello e con i numeri — la stessa logica già incontrata sulla soglia di allarme del monitoraggio ottico, dove la L.391 lascia al committente la stessa decisione.

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I due assi, applicati a questo collaudo

Primo asse: il capitolato non scrive «collaudo secondo G.650.3» e basta. Scrive quale livello, e con quali numeri: lunghezze d’onda per direzione, bobine di lancio e di coda da 1-2 km, soglia per giunto e per connettore, limite complessivo con le formule dell’allegato I della G.652, ispezione della faccia dei connettori con i criteri IEC 61300-3-35 prima della misura — e, se la tratta potrà diventare fibra spenta o portare 10 Gbit/s e oltre, CD e PMD misurate prima della messa in servizio, non dopo, con prova documentata e datata da esibire in accettazione.

Secondo asse: le tracce di collaudo non restano un PDF di fine lavori. Diventano, con CSIDIA, l’altra società del gruppo, parte della mappa unica della rete su cui un’AI fa la diagnosi e la squadra chiude il guasto: la traccia OTDR di collaudo è il riferimento contro cui si legge quella del guasto di domani, senza il quale ogni misura successiva è un numero senza confronto — lo stesso principio dietro il catasto as-built delle tratte. Nel perimetro del cliente: on-premise su macchine autonome senza integrazione profonda, oppure cloud dedicato con data center in Italia, sempre con gestione condivisa.

Sapreste dire, tratta per tratta, quale livello di misura è stato davvero eseguito in accettazione — o se, fra tre anni, dovrete chiedere l’accesso a fibre già in esercizio? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e ne esce l’elenco delle vostre tratte con, per ciascuna, il livello di collaudo effettivamente eseguito, le lunghezze d’onda e le direzioni di misura, e se esistono CD e PMD misurate prima della messa in servizio — comprese le caselle che restano vuote. Resta a voi anche se non proseguiamo insieme.

Fonti