La trivella si ferma a metà bore: il terreno andava sondato prima, non scoperto durante
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La trivella orizzontale è a metà del quarto attraversamento della mattinata, sotto una provinciale che il capitolato vieta di tagliare. Il fango smette di risalire, lo sforzo alla testa sale di colpo: sotto l’asfalto nessuno sapeva che ci fosse un banco di ghiaia cementata. Sul tavolo del progettista, prima di quel giorno, c’era la mappa dei sottoservizi — non una sezione del sottosuolo. La raccomandazione che avrebbe chiesto proprio quel dato ha ventisei anni ed è gratuita da leggere; ma chi la cerca con la sigla che porta oggi arriva a una pagina da cui non si scarica nulla.
Due raccomandazioni, quattro sigle
Alla base ci sono due raccomandazioni ITU-T della serie L, entrambe gratuite: L.152, Use of trenchless techniques for the construction of underground infrastructures for telecommunication cable installation, e L.257, Investigation of the soil before using trenchless techniques. Il sito ITU-T le mostra entrambe «In force», con una sola edizione ciascuna — L.152 (09/99), L.257 (05/00) — mai riviste nel merito.
Qui scatta la trappola della rinumerazione, verificata sulle pagine ITU-T. La pagina di L.257 riporta per esteso: «Former ITU-T L.39 renumbered as ITU-T L.257 on 2016-02-15 without further modification and without being republished.» — l’ex L.39 è stata rinumerata come L.257 il 15 febbraio 2016, senza ulteriori modifiche e senza essere ripubblicata. La stessa frase, con L.38 e L.152, compare sulla pagina storica L.38 (09/99) — non su quella corrente di L.152, che segna solo «In force»: un’asimmetria del catalogo, non una svista nostra.
La conseguenza sta un livello più in basso di quanto sembri: nessuna delle quattro pagine di raccomandazione porta un link al documento, perché tutte rimandano a una pagina di edizione. È lì che i due rami si separano. Le edizioni T-REC-L.38-199909-I e T-REC-L.39-200005-I offrono il PDF; le gemelle T-REC-L.152-199909-I e T-REC-L.257-200005-I rispondono, e non offrono nulla. Il file si prende dalla prima coppia, tramite dologin_pub.asp?lang=e&id=T-REC-<edizione>!!PDF-E&type=items, con quella pagina come Referer. Chi cita L.152 o L.257 cita il testo approvato il 24 settembre 1999 o il 12 maggio 2000, mai più toccato.
Che cosa sapere del terreno, prima di scegliere
L.257 non descrive le tecniche di perforazione: descrive che cosa raccogliere prima di sceglierle. Fin dalla clausola 2: «Right from the first design phase, it is essential to acquire all the available information about the existing utilities and the nature of the ground on site.» — fin dalla prima fase di progetto è essenziale acquisire tutte le informazioni disponibili sui sottoservizi esistenti e sulla natura del terreno. L’informazione si divide in tre categorie: «statutory/administrative; technological (e.g. presence of utilities or obstacles); geolithological, hydrogeological and geotechnical» — amministrativa/normativa; tecnologica (sottoservizi o ostacoli); geolitologica, idrogeologica e geotecnica. Un capitolato che compila solo la prima — la mappa dei sottoservizi — lascia le altre due vuote.
Sul metodo, la clausola 3.2 pone un principio d’economia: l’indagine geologica «should contain available bibliographical knowledge of the area and also information taken from an on-site investigation» — deve unire la conoscenza bibliografica disponibile a informazioni raccolte in sito. Le tecniche si dividono in dirette — carotaggi, scavi esplorativi, sondaggi — e geofisiche, che misurano un parametro del terreno senza scavare. Per il georadar, L.257 scende alla frequenza: «medium frequency antennas (400-600 MHz) to reach an investigation depth up to 2 metres and low frequency antennas (100-200 MHz) to reach investigation depths up to 3 metres» — antenne a media frequenza (400-600 MHz) fino a 2 metri, a bassa frequenza (100-200 MHz) fino a 3 metri — una soglia da dichiarare, non da lasciare all’operatore.
Il prodotto finale non è solo la posizione dei sottoservizi: è anche dove l’indagine non è arrivata. «In order to avoid risks, the end user of the utility map should be made aware of this lack of information» — per evitare rischi, chi userà la mappa deve essere reso consapevole di questa mancanza di informazioni — le zone non indagate vanno segnate, non omesse.
La tecnica scelta in base al terreno, non al preventivo
È qui che L.152 raccoglie il lavoro di L.257. La clausola 8.1 lega la scelta della tecnica al terreno rilevato: «In general, homogeneous clays are the most favourable soils» — le argille omogenee sono i terreni più favorevoli — mentre «Sand can present problems especially if it is below the water table or is not self-supporting» — la sabbia può creare problemi soprattutto sotto falda o se non è autoportante. La ghiaia si perfora ma consuma la testa, e lì la raccomandazione impone il fango per sostenere le pareti. La Tabella 2 associa ogni terreno — silt e argilla, ghiaia e marna, calcare, arenaria, granito — a una tecnica: non un catalogo intercambiabile.
La stessa logica scende alla geometria del foro pilota: per l’allineamento al punto di partenza, la clausola 5.1 fissa un limite che nessun capitolato italiano richiama quasi mai — «This angle should not exceed 20°» — questo angolo non deve superare i 20° — per l’angolo di incidenza della prima asta rispetto al terreno. Superarlo costringe a spostare la macchina più lontano.
Quando il terreno non è stato letto, L.152 lo documenta come guasto ricorrente: sulla spinta dei tubi, l’Appendice I registra che nei primi cantieri «This could lead to early pipe failures as the maximum load bearing capacity of the pipes was exceeded in difficult conditions» — questo poteva portare a cedimenti precoci, perché la capacità di carico massima dei tubi veniva superata in condizioni difficili. Lo stesso schema della trivella bloccata in apertura: la tecnica cede perché nessuno aveva misurato che cosa doveva attraversare.
Il registro che resta
Alla clausola 7, sulla tenuta dei registri, L.152 elenca che cosa un log di perforazione deve contenere per tratta, incluso «drilling data such as depth, angle and rate of penetration and utility crossings» — i dati di perforazione: profondità, angolo, velocità di avanzamento e attraversamenti di sottoservizi. Non un verbale di fine lavori: un registro tratta per tratta, redatto mentre la trivella avanza.
Cosa scrivere in capitolato
- Richiedere il rapporto di indagine del terreno nelle tre categorie L.257 — amministrativa, tecnologica, geolitologica/idrogeologica/geotecnica — prima di autorizzare la tecnica trenchless.
- Pretendere un’indagine diretta in sito: locator per i sottoservizi metallici, georadar con frequenza dichiarata secondo la profondità, sondaggi dove il georadar non basta.
- Far dichiarare la tecnica scelta in funzione del terreno rilevato, con riferimento alla classificazione L.152 — non una generica trivellazione orizzontale controllata.
- Richiedere il log di perforazione per ogni tratta: profondità, angolo, velocità di avanzamento, condizioni del terreno, attraversamenti.
- Far segnare sulla mappa finale le zone non indagate.
Come si verifica in accettazione
Si confronta il log di perforazione con il rapporto d’indagine che lo ha preceduto: la tecnica dichiarata corrisponde al terreno poi incontrato, l’angolo al punto di partenza resta entro i 20°, e la mappa consegnata a fine lavori porta ancora le zone non indagate. Se il log manca, o riporta solo la profondità, la tratta non è verificabile: è solo interrata.
Quello che non abbiamo verificato
Non abbiamo verificato se le tecnologie descritte in L.257 — georadar, locator, sondaggi elettrici — riflettano ancora lo stato dell’arte degli strumenti oggi in uso: la raccomandazione è stata rinumerata nel 2016, non aggiornata nel contenuto tecnico, fermo al 2000. Non abbiamo trovato, sul sito ITU-T, una spiegazione dell’asimmetria fra le due pagine di rinumerazione: la segnaliamo come letta, non come nostra interpretazione.
Il punto
L.257 dice che cosa sapere del terreno prima di forare; L.152 dice quale tecnica scegliere in base a quello che si è saputo. Nessuna impone un formato di rapporto o una soglia: quello lo scrive il capitolato, o nessuno. È lo spazio in cui lavoriamo dentro una progettazione di rete ottica che comincia dall’indagine del terreno, un capitolato di conformità che pretende il log tratta per tratta, e la documentazione as-built di una dorsale per le telecomunicazioni. Rapporto d’indagine, log di ogni bore e tecnica dichiarata entrano nella stessa mappa, dove un’AI segnala quale tratta è stata forata senza — nel perimetro del cliente, on-premise o in cloud dedicato con data center in Italia, insieme a CSIDIA, l’altra società del gruppo.
State per aprire un cantiere trenchless senza un’indagine del terreno scritta, o dovete accettare un log di perforazione incompleto? Parlatene con un tecnico: il sopralluogo è senza costi, e il georadar si porta prima di accendere la trivella, non dopo che si è fermata.
Fonti
- ITU-T L.152 (09/99) — Use of trenchless techniques for the construction of underground infrastructures for telecommunication cable installation
- ITU-T L.38 (09/99) — edizione storica, rinumerata L.152 il 2016-02-15
- ITU-T L.257 (05/00) — Investigation of the soil before using trenchless techniques
- ITU-T L.39 (05/00) — edizione storica, rinumerata L.257 il 2016-02-15