Note operative Tecnica

Qual è la fibra 7 di questo cavo? Dipende da quale codice colore state usando

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Groviglio di matasse di cavo aereo e muffole di giunzione appese a una facciata, in bianco e nero
Da fuori sono tutti cavi neri uguali. La differenza fra la fibra 7 e la fibra 19 sta in una convenzione di colori che qualcuno deve aver scritto da qualche parte.

Due bobine, due squadre, un giunto in mezzo. Al telefono la frase è sempre la stessa: «tu attacca la 7 con la 7». Poi al collaudo saltano fuori due tratte incrociate — o non salta fuori niente, e il conto arriva mesi dopo, di notte, durante un guasto. Scenario tipico, non un lavoro nostro: i due cavi seguivano schemi di colori diversi e nessun documento diceva quale.

Non esiste un codice colore universale, e a dirlo è la IEC.

La IEC TR 63194:2019, edizione 1.0 del 30 gennaio 2019, Guidance on colour coding of optical fibre cables, del sottocomitato SC 86A, lo scrive nello scopo: decenni di discussione su uno schema universale non hanno portato ad alcun accordo, e il documento non promuove nessuno dei codici elencati rispetto agli altri. Non è una norma, è una raccolta: sette schemi regionali in altrettanti allegati — Germania, Nord America, Svezia, Svizzera, Cina, Giappone, Brasile. L’Italia non c’è: da noi lo schema lo porta il cavo che avete comprato. Il motivo del mancato accordo, spiegato nel documento: gli schemi sono incorporati nell’architettura dei sistemi in cui sono nati.

Dodici colori, ma nessuna norma dice quale sia la fibra 1.

I colori di base vengono da un posto inatteso: la IEC 60304:1982, edizione 3.0, Standard colours for insulation for low-frequency cables and wires, norma tuttora valida nata per l’isolante dei cavi in rame. La relazione tecnica del 2019 chiarisce il punto decisivo: la IEC 60304 definisce i dodici colori oggi usati per identificare le fibre, ma non dice quale colore corrisponda a quale numero di fibra.

Il resto sta nella generica. La IEC 60794-1-1:2023, edizione 5.0 del 22 maggio 2023, Optical fibre cables – Part 1-1: Generic specification – General, ha una clausola dedicata alla codifica a colori (7.2) articolata su fibre, unità e guaina, e richiama la IEC 60304 fra i riferimenti normativi. Ma sull’intento della codifica — sempre secondo la relazione tecnica — usa una formula che vale da sola una clausola contrattuale: come concordato. Il codice colore non è imposto dalla norma, è materia di accordo fra le parti; e se non lo si concorda, lo decide il fornitore. Un precedente: la IEC 60794-2:2002 un codice lo aveva definito, ma non corrispondeva a nessuno di quelli in uso e nessuna regione lo ha adottato.

Le sequenze complete non le riportiamo: stanno in documenti a pagamento. E non serve impararle a memoria — serve sapere che ce n’è più di una.

Il tubetto è il secondo livello, e lì l’ambiguità raddoppia.

In un cavo ad alto conteggio la fibra si identifica per posizione nella sequenza del tubetto, e il tubetto va identificato a sua volta. La relazione tecnica dedica una clausola alla codifica di unità e gruppi, distinta da quella delle fibre, e documenta un fatto che sorprende: in alcuni schemi i tubetti non hanno tutti un colore diverso. Si contano per posizione nella cordatura a partire da un tubetto di riferimento — lo schema tedesco dell’allegato A ha un codice di conteggio per i tubetti cordati a strato, e gli allegati svizzero e cinese mostrano la sequenza per posizione su cavi a 18 e a 24 tubetti.

Quindi «tubetto 5» può voler dire il quinto contando in un verso, non quello con il quinto colore. E verso di conteggio, tubetto di partenza e ruolo dei riempitivi cambiano da schema a schema. Oltre il dodicesimo elemento si complica ancora: la relazione tecnica include i colori per le fibre dalla 13 alla 16, mentre altri schemi ripetono la sequenza con una marcatura aggiuntiva, un dettaglio che non si verifica su fonte aperta perché sta nella specifica del costruttore. Ed è il punto — quale strada segua il vostro cavo lo dice la sua scheda tecnica, non una norma internazionale.

Anche la guaina parla, e anche lei per convenzione.

Il colore della guaina dichiara il tipo di fibra o la prestazione attesa: la relazione tecnica distingue un codice IEC storico da quello attuale, più la codifica a righe. Il riferimento americano è la TIA-598: il comitato TR-42.12 ha avviato il 19 febbraio 2019 la revisione TIA-598-E, Optical Fiber, Cable, and Component Color Coding, che rivede la ANSI/TIA-598-D incorporando due addendum — i colori per le fibre dalla 13 alla 16 e il colore di guaina dei cavi OM5 da interno, avviato nel 2017 come TIA-598-D-2. La data di pubblicazione della revisione E non siamo riusciti a verificarla su fonte TIA: il catalogo è a pagamento e il negozio online blocca le verifiche automatiche. Motivo in più per fissare la revisione in capitolato.

Sul lato ITU-T non c’è nulla: abbiamo controllato l’indice delle serie L e G, nessuna raccomandazione sui codici colore. C’è la ITU-T L.314 (11/2018), Optical fibre identification for the maintenance of optical access networks, che è un’altra cosa: identificare la fibra in esercizio con lo strumento, il rimedio quando il colore non basta più. Non a caso la relazione tecnica IEC nota che riconoscere le fibre senza cercarle con la luce è un criterio chiave nella gestione del cavo.

Come si scopre lo schema di un cavo già posato.

  • Leggete la stampigliatura sulla guaina: costruttore, codice di prodotto, metratura progressiva. Da lì si arriva alla scheda tecnica, che fa fede sullo schema.
  • Se è illeggibile o il prodotto è fuori catalogo, aprite il cavo dove è accessibile — spezzone di scorta, muffola esistente — e fotografate la sezione con i tubetti nell’ordine reale.
  • Verificate strumentalmente almeno una fibra per tubetto prima di giuntare in serie: la stessa logica con cui si sceglie fra giunzione a fusione e giunzione meccanica.
  • Se in un giunto si incontrano due lotti diversi, assumete schemi diversi finché non è dimostrato il contrario.

Cosa scrivere in capitolato, e cosa pretendere nell’as-built.

  1. Schema di codifica dichiarato per nome e revisione, o allegato come estratto della scheda tecnica, cavo per cavo e lotto per lotto.
  2. Divieto di sostituire un cavo con uno di schema diverso senza approvazione scritta, anche a pari prestazioni.
  3. Nell’as-built, la tabella fibra–tubetto–porta deve dire in quale convenzione è espressa: i numeri da soli non si interpretano, come tutta la documentazione di rete.
  4. Verso di conteggio dei tubetti, elemento di partenza e trattamento dei riempitivi scritti in chiaro.
  5. Fotografia della sezione allegata alla scheda di ogni giunto: dieci secondi ora, una discussione in meno fra dieci anni.

Il punto.

Il codice colore è l’unica parte della rete che si legge a occhio nudo, ed è l’unica che nessuno mette per iscritto. Non serve impararlo: serve dichiararlo. Per questo, quando eseguiamo le giunzioni, lo schema del cavo entra nella scheda del giunto insieme alle misure, e nella documentazione as-built la tabella delle corrispondenze dice in quale convenzione è scritta — perché fra dieci anni a leggerla sarà un’altra impresa.

Avete un impianto in cui convivono cavi di fornitori diversi, o un as-built che riporta numeri senza schema? Parlatene con noi: sopralluogo e preventivo gratuiti, anche solo per rimettere in ordine le corrispondenze.

Fonti